Il petrolio scivola verso i 50 dollari

Ieri ha chiuso a 51,94. Cala la domanda Usa di gasolio. Riprese le forniture di greggio dalla Russia

da Milano

Petrolio ancora in calo, spinto al ribasso dal clima caldo negli Stati Uniti e dal ritorno delle forniture russe all’Unione europea attraverso la Bielorussia. Ma l’Opec si sta allarmando e avverte che si avvicina il momento dei tagli produttivi. Ieri a New York il greggio ha chiuso sotto i 52 dollari al barile (a 51,94), mentre il prezzo medio del paniere degli undici greggi dell’Opec (riferiva Bloomberg) sfiorava i 50 dollari. L’Organizzazione dei produttori copre circa il 40% delle vendite mondiali di petrolio e il suo presidente Mohamed al-Hamli ha definito «inaccettabile» il livello sotto i 53 dollari.
La discesa delle quotazioni avviene anche se la Cina continua ad acquistare greggio in misura massiccia: nel 2006 la domanda cinese è salita del 14,5%, superando il miliardo di barili. Ma questo non è ormai sufficiente a sostenere il prezzo, che è arrivato ai livelli più bassi degli ultimi due anni. I consumi di gasolio da riscaldamento negli Usa sono scesi del 4% la settimana scorsa grazie al tempo mite, nel solo Nord-est la domanda è prevista in calo del 23% a partire da domenica prossima, mentre anche le raffinerie lavorano a rilento e le scorte di prodotti raffinati sono cresciute quasi del 10 per cento.
Intanto la Russia ha ripreso le forniture a Germania, Polonia, Ungheria e Slovacchia, che passano attraverso la Bielorussia, in seguito all’accordo raggiunto con Minsk nella giornata di mercoledì. Il petrolio era atteso in giornata. Una lettera della presidenza tedesca e della Commissione europea è stata inviata ieri ai governi russo e bielorusso con la chiara richiesta di essere «affidabili» nelle relazioni energetiche con l’Unione europea e di mantenere «un comportamento trasparenti e affidabile in futuro». Il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Claude Mandil, ha evocato anche la possibilità di sanzioni nei confronti dei responsabili dell’incidente di questi giorni. «È accaduto ciò che non avrebbe mai dovuto accadere, per gli europei è come essere stati ostaggi in un aereo» ha affermato.
L’Unione petrolifera ha infine comunicato ieri i dati sui consumi petroliferi italiani, scesi dell’1,2% nel 2006, a 85,7 milioni di tonnellate, poco più di un milione di tonnellate in meno. È salita invece dello 0,3% la domanda dei soli carburanti per autotrazione, dopo che nel 2005 c’era stata una discesa. Scontata la riduzione dell’uso di olio combustibile per la produzione di energia elettrica, che è stata del 25,6 per cento.