La via del petrolio sempre più a rischio

Qualsiasi azione militare nello Stretto di Hormuz apre scenari da incubo: chiuderebbe la strada attraverso cui passano le esportazioni dei maggiori produttori dell’Opec, taglierebbe i rifornimenti a giapponesi e coreani del Sud e metterebbe al tappeto le economie in forte crescita dei Paesi del Golfo. Il 26% del greggio che transita per Hormuz è destinato al Giappone, vale a dire l’85% del suo fabbisogno; il 14 va alla Corea del Nord (il 72% del fabbisogno). Ecco alcuni dati che illustrano l’importanza di questa via d’acqua: 2,9 miliardi di tonnellate di portata lorda del traffico navale ogni anno; 750 milioni di tonnellate di greggio transitate nel 2006; il greggio è il 27% del volume di traffico; con prodotti petroliferi, gas naturale e Gpl la percentuale sale al 50%; prodotti non petroliferi come cereali, ferro e cemento rappresentano il 22% del traffico; il traffico di container con prodotti finiti per i Paesi del Golfo è il 20% del totale.