Il petrolio sotto gli 80 dollari, stabile la benzina

Il greggio perde quota nel mezzo della crisi internazionale e scende sotto gli 80 dollari al barile per la prima volta da un anno a questa parte. "Ma - denuncia il Codacons - nei distributori non si vede nessuna variazione. Verde e diesel dovrebbero costare 7-8 centesimi in meno"

Milano - Un effetto positivo della crisi internazionale è la diminuzione dle prezzo del petrolio. Oggi il barile è sceso sotto la quota di 80 dollari al barile, il minimo dall'inizio dell'anno dopo che in estate il greggio aveva sfiorato i 160 dollari al barile. A New York il petrolio segna 79,68 dollari al barile, in calo di 6,91 dollari rispetto alla chiusura di ieri. Il greggio scende così sotto quota 80 dollari, dopo aver toccato nella seduta di ieri il minimo negli ultimi dodici mesi di contrattazioni attorno agli 85 dollari. A Inizio luglio il barile di West Texas Intermediate, il riferimento del mercato usa, aveva oltrepassato i 147 dollari.

Protesta dei consumatori Le quotazioni internazionali del petrolio sono scese oggi sotto quota 80 dollari al barile, tuttavia, spiega il Codacons, in una nota, "alla pompa, come ormai ci hanno abituato le compagnie petrolifere, non si stanno verificando adeguate riduzioni dei prezzi di benzina e gasolio. Il prezzo medio della benzina su tutto il territorio nazionale - sottolinea l’associazione - è ancora oggi al di sopra di 1,4 euro al litro, tranne qualche rara eccezione (ieri Agip e Erg hanno annunciato lievi riduzioni dei listini). In realtà - prosegue la nota - presso i distributori i carburanti dovrebbero costare oggi 7/8 centesimi di euro al litro in meno, se si considera che a parità di quotazioni del petrolio, il 20 settembre 2007 un litro di verde costava 1,329 euro/litro". Questo significa, conclude il Codacons, "che oggi un automobilista paga ingiustamente per un pieno tra i 3,5 e i 4 euro in più, ossia tra gli 84 e i 96 euro in più su base annua".