Petrolio sotto i 56 dollari al barile da luglio il prezzo è sceso del 28%

da Milano

Il prezzo del petrolio è sceso sotto la soglia dei 56 dollari al barile ieri sui mercati di Londra e New York. Il futures sul brent a Londra ha ceduto oltre 2 dollari al barile scendendo, per la prima volta da dicembre 2005, sotto quota 56. A New York il greggio ha chiuso a 55,64 dollari al barile, in calo del 28% rispetto al record di 78,40 dollari registrato lo scorso 14 luglio. Le quotazioni sono scese dopo la comunicazione dei dati sulle scorte, che se hanno denunciato un calo di quelle di petrolio greggio per la sesta settimana consecutiva, hanno registrato un aumento di quelle dei distillati (benzine) e del gasolio per il riscaldamento. Il tempo mite negli Stati Uniti sta infatti frenando la domanda di gasolio e, di riflesso, anche quella di greggio. La domanda americana di gasolio da riscaldamento durante questa settimana sarà del 33% inferiore rispetto al normale. Così negli ultimi due giorni le quotazioni del greggio sono calate del 7%, registrando il maggiore calo da dicembre 2004.
Nello stesso tempo l’Opec starebbe aumentando dell’1% le proprie spedizioni per il mese di gennaio, rinviando così i tagli alla produzione programmati. L’Opec, che estraee il 40% di tutto il petrolio prodotto nel mondo, aveva però ridotto la sua produzione a novembre, sia pure in misura limitata (circa la metà) rispetto a quanto aveva annunciato. Dal 1° febbraio dovrebbe scattare un nuovo taglio di 500mila barili al giorno. L’Opec comunque non esclude la possibilità di nuovi tagli, anche se la prossima riunione dell’organizzazione è prevista per il 15 marzo.
Infine la questione aperta tra Russia e Bielorussia: quest’ultima, come già riferito ieri, ha deciso di porre un dazio di 45 dollari alla tonnellata sul passaggio del petrolio russo verso l’Europa. Una decisione che non dovrebbe però compromettere la sicurezza delle forniture.