Il petrolio va a picco: scende sotto i 95 dollari Ma la benzina non cala. Resta stabile a 1,6 euro

Il greggio in discesa: perde oltre il 3%, il 10% in una settimana. Ma le compagnie continuano a tenere stabili i prezzi di verde e gasolio al distributore (-,05%). Protestano i consumatori: "C'è un margine di altri 12 centesimi da tagliare. Per gli automobilisti un salasso da 410 euro"

Milano - Petrolio in calo sui mercati internazionali. A New York, negli scambi elettronici, il greggio con consegna a giugno cede il 3,3% a 96,50 dollari al barile. A Londra il Brent, sempre con consegna a giugno, perde il 3,7% a 106,76 dollari al barile. Resta stabile invece il prezzo della benzina, con le compagnie restie a tagliare i prezzi di listino (la verde di mezzo centesimo!), lieve il ribasso per il gasolio (persi 2 centesimi in due giorni).

Petrolio in calo Il tracollo, che riguarda un po' tutti i prezzi delle materie prime, era già iniziato ieri, quando il Light crude ha ceduto più di 10 dollari in poche ore. A Londra i future sul Light crude calano a picco di 4,53 dollari a 95,29 dollari, dopo aver toccato un minimo di 94,63 dollari. Giù di 4,79 dollari il Brent, che scende a un minimo di 105,15 dollari. Le vendite sui mercati dei future si stanno moltiplicando, a dimostrazione che la speculazione che aveva spinto il petrolio alle stelle ha invertito la marcia. L’ondata di ribassi già ieri aveva innescato un’ondata a catena, trascinando in giù i prezzi dell’oro, dell’argento, del mais e del cotone. Dietro questa caduta precipitosa dei prezzi e l’inversione di marcia dei fondi speculativi, oltre ai timori di un rallentamento della crescita globale, c’è anche l’attesa conclusione, a fine giugno, del programma della Fed di acquisto dei bond che aveva riversato fiumi di liquidità sui mercati, favorendo la speculazione. Anche le strette monetarie in Cina e in India stanno favorendo questo trend.

La benzina resta a guardare Raffica di ribassi (lievissimi) per i carburanti dopo il crollo dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali. La media ponderata nazionale tra i diversi marchi  scende sia per la benzina (-2 millesimi a quota 1,590 euro) sia per il gasolio (-1 centesimo a 1,478 euro). L’Eni, in particolare, "mette a segno il secondo ribasso consecutivo in due giorni, dopo quello di ieri sul gasolio": questa mattina i prezzi calano di 0,5 centesimi sulla benzina (media nazionale a 1,593 euro) e di un centesimo sul diesel (1,469 euro). Tagli anche per TotalErg, con un ritocco sulla verde (-2 millesimi a 1,599 euro) e un forte ribasso sul diesel (-22 millesimi a 1,479 euro). Scendono solo sul gasolio invece Ip (-2 centesimi a 1,478 euro), Shell (-1,5 centesimi a 1,481 euro) e Tamoil (-1 centesimo a 1,489 euro).

La protesta dei consumatori "Del tutto irrisori e del tutto insufficienti i ribassi annunciati sul prezzo dei carburanti". Lo sostengono Federconsumatori e Adusbef, che sottolineano come, nonostante il costo del petrolio sia diminuito di oltre il 10% nell’ultima settimana, la diminuzione del prezzo della benzina non ha ha raggiunto neanche il -0,5%. "È una situazione inaudita e vergognosa" dichiarano i presidenti delle due associazioni, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, ricordando che "nemmeno quando nel luglio 2008 il petrolio è schizzato a 148 dollari al barile la benzina ha mai raggiunto prezzi simili". Secondo i dati dell’osservatorio nazionale Federconsumatori, inoltre, tenendo conto del cambio euro-dollaro, il costo industriale della benzina dovrebbe attestarsi oggi ad almeno 12 centesimi in meno rispetto ad oggi: "Un sovrapprezzo impressionante" che garantirà guadagni alla filiera petrolifera (1 miliardo e 872 milioni di euro annui in più) e all’Erario (468 milioni di euro annui in più). "Gravissime" secondo i consumatori, le ricadute per gli automobilisti: rispetto allo scorso anno, per i carburanti hanno subito un aumento di 240 euro in più annui per i soli costi diretti, a cui si aggiungono ricadute di 170 euro per i costi indiretti, per un totale di ben +410 euro.