Petrucci: «Caso Lorbek? Io non c’entro»

da Roma

Due commissioni (Nomine e Statuto) per risolvere l’emergenza della giustizia sportiva. Saranno loro a procedere all’immediata riforma della Camera di Conciliazione e Arbitrato (che dovrebbe cambiare nome e funzioni), dopo la bufera seguita alle intercettazioni sul caso Lorbek. Nelle quali non compare il presidente del Coni Petrucci, anche se il pm bolognese Gestri - pur archiviando il caso - ha ipotizzato una «trama ordita» proprio dal numero uno del comitato olimpico. «Non sono indagato, non so di cosa possa essere ritenuto responsabile», la replica di Petrucci.
La Camera arbitrale, che pure - come dice Petrucci - «ha avuto il 98 per cento delle sentenze confermate dal Tar», sarà riformata, tenendo conto del principio di terzietà e di riservatezza dei giudici. Eliminate dunque le incompatibilità, che riguardano tra gli altri l’ormai ex presidente Ronzani. Una curiosità: nella nuova commissione Statuto entreranno, insieme a Giulio Napolitano (figlio del presidente della Repubblica), Cardia, Manzella e l’ex ministro Frattini, ovvero i saggi che avevano studiato qualche anno fa l’istituto della Camera e che ora dovranno apportare le modifiche necessarie. Ci vorrà del tempo (il ministro Melandri aveva chiesto celerità), ma l’alto profilo dei componenti è garanzia di serietà. Nel frattempo i presidenti della federgolf Chimenti e della federvolley Magri, protagonisti di intercettazioni «compromettenti», si sono autodeferiti al garante dell’etica. Sul caso Lorbek il procuratore della federbasket Alabiso inizierà le audizioni il 30 agosto.
La Giunta Coni ha anche deciso che la Fisi riceverà un contributo (circa 300mila euro) per il pagamento dei tecnici federali. Tutto in attesa del piano industriale, che sarà completato con l’aiuto dei vicepresidenti del Coni e del segretario generale Pagnozzi.