Petrucci: "Lo sport non sostituisca la politica" A Pechino il coro azzurro all'alzabandiera

Continuano le polemiche sulla posizione dell'Italia ai Giochi di Pechino. <strong><a href="/a.pic1?ID=281227">Gasparri</a></strong> e <strong><a href="/a.pic1?ID=281226">Meloni</a></strong> propongono di disertare, ma <strong><a href="/a.pic1?ID=281230">Frattini è contrario</a></strong>. Il presidente del Coni: &quot;Gli azzurri portano il tricolore&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=281453">All'arrivo della torcia olimpica</a></strong> issati striscioni &quot;Tibet libero&quot;

Pechino - Il Tricolore e l’Inno di Mameli sbarcano ai Giochi di Pechino. Al villaggio olimpico va in scena la cerimonia dell’alzabandiera per l’Italia, all’indomani della polemica scoppiata sulla rotta Roma-Pechino per la richiesta agli azzurri di non sfilare all’apertura, fatta dal ministro Meloni. E invece si sfila eccome, dicono in coro gli azzurri.

L'arrivo degli azzurri "Si sfila e basta, perché questo - dicono - è la cosa migliore da fare". A esprimere il concetto è Raffaelle Pagnozzi, il capo missione degli azzurri e segretario generale del Coni. "Noi sfileremo, non abbiamo posizioni politiche da esprimere. Siamo qui e rappresentiamo il Paese nel modo giusto". Ed è il coro di tutti gli altri azzurri, felici di entrare in pista tra due giorni al 'Nido d’Uccello', dietro quel tricolore portato da Antonio Rossi. Messaggio chiaro, che arriva quando la bandiera italiana è già alta, accompagnata verso la cima del pennone dagli azzurri che cantano in coro l’Inno: applausi finali e grande urlo, con i pugili abbracciati come fanno solitamente i campioni del mondo di Lippi. Un alito di vento smuove il tricolore ed è come se quel lieve ondeggiare volesse allontanare le polemiche. Schierati ci sono il presidente del Coni Gianni Petrucci, l’ambasciatore Riccardo Sessa, oltre a Pagnozzi, i membri Cio Manuela Di Centa, Franco Carraro, Mario Pescante, alcuni presidenti di federazione e gli atleti: pugili, lottatori, nuotatori, pallavoliste. Un piccolissimo assaggio della voglia di sfilare che c’è nel gruppo Italia, salutato alla fine da un coro di voci bianche che chiude la cerimonia in cui anche le bandiere di Micronesia e Nauru sono state issate. Macchine fotografiche e videocamere accese, foto ricordo sotto una grande struttura in metallo che riproduce i cinque cerchi olimpici.

Voglia di Giochi È voglia di Giochi, e basta. "Tra noi non abbiamo mai parlato della possibilità di boicottare la sfilata. Per noi questo è un argomento lontano, non ci passa proprio per la testa di perderci la cerimonia d’apertura". Le proposte di manifestare in quell’occasione per i diritti umani ritornano tutte ai mittenti. "I politici ci vogliono addossare responsabilità, ma io non me le sento addosso", dice l’ ex azzurro del volley Marco Bracci, ora viceallenatore della nazionale femminile. "Queste sono baruffe chiozzotte - fa eco Pescante - Ho letto le frasi della Meloni e le ho messe via. I Giochi hanno portato la democrazia a Seul, la perestrojka in Russia, aiuteranno anche la Cina a cambiare". Dello stesso avviso Carraro: "Dopo le olimpiadi la Cina non diventerà un paese democratico, ma non sarà più la stessa. Boicottare? Il Governo manda il ministro Frattini e il sottosegretario Crimi: questo è un dato di fatto. Gasparri e Meloni non sono in sintonia col Governo". Il tricolore è issato, gli azzurri sono pronti a sfilare.

L'ammonimento di Petrucci "Perché si chiede allo sport di sostituire la politica?", ha chiesto retoricamente il presidente del Coni Gianni Petrucci, all’inizio della tradizionale conferenza stampa alla vigilia dell’apertura dei Giochi. "Antonio Rossi e gli altri azzurri hanno ricevuto il tricolore dal presidente della Repubblica Napolitano - ha spiegato Petrucci - è per loro e per noi un dovere farlo sfilare nella cerimonia d’apertura".

I costi della "spedizione" E' costata quasi 5 milioni di euro, e precisamente 4 milioni e 910 mila, la spedizione italiana ai Giochi Olimpici di Pechino. La cifra è stata resa nota nel corso di una conferenza stampa dal presidente del Coni Giovanni Petrucci a Casa Italia. La spesa maggiore sostenuta per la missione olimpica azzurra è stata quella per il Campus Beijing sport university, dove alloggiano gli atleti, per il quale è stato speso 1 milione e 150 mila euro. A seguire il costo maggiore sostenuto è stato quello per l’affitto e l’allestimento di Casa Italia, pari a 1 milione e 123 mila euro. Le spese di viaggio, tutt’ora in fase di stima ammontano invece a 1 milione di euro. 650 mila euro, altra voce di peso nel bilancio della spedizione sono stati utilizzati per le spese di soggiorno, che comprendono anche quelle delle squadre fuori dal villaggio olimpico. Il Comitato organizzatore dei Giochi, il Bocog, ha previsto un rimborso di 600 mila euro.