Petruccioli ferma la fiction su Calabresi

da Roma

Un pasticcio su cui mette una pezza il presidente della Rai Claudio Petruccioli. «Senza il consenso della famiglia, non si farà alcuna fiction». Il caso era scoppiato l’altro ieri, quando il direttore di RaiFiction, Agostino Saccà, nella foga che lo contraddistingue, ha annunciato in una conferenza stampa che la Rai avrebbe prodotto un film sul commissario Luigi Calabresi, ucciso nel 1972, aggiungendo che la sceneggiatura si sarebbe basata sul lato privato della vita del poliziotto sulla base del libro scritto dalla moglie Gemma Mio marito, il commissario Calabresi. Peccato però che la moglie ha fatto sapere di non aver mai dato il permesso di usare quel testo. «Non ho mai concesso i diritti del libro - ha spiegato -. Sono dispiaciuta e amareggiata per l'episodio».
A quel punto, i vertici della fiction, per mettere una pezza, hanno fatto peggio del buco. Sostenendo infatti che la fiction non si baserebbe sul libro scritto dalla vedova, bensì su un altro che deve essere pubblicato. Titolo del testo Calvario, scritto dal giornalista Luciano Garibaldi, autore, insieme alla vedova Calabresi, del primo libro sul commissario. «Calvario - ha spiegato il giornalista ieri - non è una fotocopia del mio precedente libro. In 17 anni, tanti ne sono passati, dal primo libro che è del 1990, si sono aggiunte molte cose alla luce non tanto degli esiti giudiziari dei vari procedimenti penali, quanto dei più recenti sviluppi del caso, che comprendono sia il reiterarsi delle accuse false ed infondate alla memoria di Calabresi, sia la grazia concessa a Bompressi e la sospensione della pena per Sofri, sia tutta una serie di dichiarazioni di ex aderenti a Lotta Continua apparse di recente».
Il produttore della Fiction, Alessandro Jacchia, della società Albatros, preoccupato che il film non si realizzi più, ieri ha detto: «Rivendico il diritto costituzionale, di cronaca, di storiografia e creazione artistica di parlare di un eroe dello Stato, cioè di tutti, onorato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la medaglia d'oro al valore civile alla memoria. La nostra società Albatros garantisce il rispetto della vita dell’uomo per non disturbare in alcun modo la famiglia». «La Rai - ha aggiunto Jacchia - ha sottoscritto un accordo di coproduzione con la mia società Albatros, basando il film su Calvario, da noi prodotto e in uscita in concomitanza con la fiction».
Comunque la risposta dei massimi vertici Rai, dopo le polemiche di ieri, è stata chiara. Petruccioli ha escluso che «nel caso della vicenda Calabresi si possa fare una fiction senza il benestare della famiglia». Saccà, per mettere una parola fine alla vicenda e allinearsi ai vertici aziendali in risposta al produttore Jacchia, ha chiarito che «la sovranità editoriale dei progetti di fiction appartiene interamente alla Rai. Nessun soggetto esterno, produttore o altro, ha titolarità sulla linea editoriale dell'azienda. È ovvio e naturale che, come giustamente ribadito dalla presidenza e dalla direzione generale, nulla la Rai avrebbe fatto senza il consenso della famiglia Calabresi. Se questo consenso non ci dovesse essere, sarebbe un peccato perché gli italiani si perderebbero questo straordinario racconto».