Petruccioli va alla carica per espugnare Rai2

Roma - L’Unione alza la pressione per ottenere nuove caselle di potere nell’organigramma di Viale Mazzini. Ma i consiglieri di amministrazione della Rai vicini al centrodestra tengono alta la guardia. E così l’infinito braccio di ferro sul «pacchetto» di nomine proposto dal direttore generale Claudio Cappon continua, in una partita a scacchi apparentemente senza soluzione.
La giornata si apre con Sandro Curzi che consegna al presidente dell’azienda Claudio Petruccioli, in vista della riunione del Cda, un documento con cui chiede di affrontare la situazione di Raiuno e Raidue, alla luce degli ultimi risultati poco soddisfacenti, e di formulare proposte per la direzione. Il tentativo è quello di forzare la mano per tentare di portare sotto le insegne del centrosinistra una delle due reti. Dalla Cdl arriva anche qualche segnale di apertura su Raidue, ma l’Unione vuole imporre un nome secco, quello di Giovanni Minoli, mentre il centrodestra chiede di discutere anche di altri nomi. Una differenza di vedute che provoca un nuovo stallo e l’ennesimo rinvio. Mentre la discussione è stata aggiornata a oggi, il presidente della Rai ha attaccato il fortino di RaiDue: «Occorre considerare con attenzione le serie difficoltà che con frequenza crescente si manifestano negli ascolti». Claudio Petruccioli ha poi aggiunto: «Nella rete due gli insuccessi clamorosi si innestano su una condizione di debilitazione generale».
L’Unione, nel frattempo, cerca di alzare la pressione in tutti i modi. E così un rapido incontro che va in scena in mattinata a Palazzo Grazioli - presenti Paolo Bonaiuti, Roberto Maroni, Mario Landolfi e Andrea Ronchi - diventa una nuova fonte di polemiche, anche perché alcune agenzie ipotizzano la partecipazione del capo delle Relazioni Esterne Rai, Guido Paglia. Il centrosinistra polemizza per la presenza a un vertice politico del presidente della Vigilanza e di un dirigente di Viale Mazzini. Ma Bonaiuti smentisce e puntualizza. «Mi sono visto io con Maroni, Landolfi e Ronchi per parlare dei problemi dell’informazione e della Rai».
L’Unione, nel frattempo, ha anche altre gatte da pelare. In commissione di Vigilanza, infatti, va in scena una clamorosa spaccatura sulla nomina del presidente della sottocommissione per l’Accesso. L’Ulivo candida Esterino Montino, ma l’Udeur, i Verdi e l’Italia dei Valori votano con il centrodestra portando alla presidenza l’esponente dell’Udeur, Antonio Satta. «È un fatto grave che rompe la maggioranza di centrosinistra. Un agguato politico, privo di motivi confessabili e trasparenti», attacca il diessino Fabrizio Morri. Replicano i Verdi che accusano i Ds di perseguire «logiche spartitorie» e di voler «lottizzare il servizio pubblico». E Mauro Fabris dell’Udeur rincara la dose: «Dall’Ulivo non accettiamo lezioni di moralità».