"Pettegolezzi a parteora gioco con gli Scherzi"

Dopo l’Isola dei Famosi, la sensuale modella Belen Rodriguez si prepara a condurre lo show di Canale 5 con Mammucari e Amendola

Milano - «Mamma mia quanto sono stanca di tutti questi pettegolezzi». Lei, Belen Rodriguez, parla spedita perché sta andando a Porta a Porta a celebrare quell’Isola dei Famosi dove, invece di naufragare, è stata consacrata. È scherzosa, pacata, sicuramente simpatica. E si inalbera, sinceramente mica con malizia, solo se le nomini a) i giornalisti, specialmente quelle donne, b) Rossano Rubicondi. Perciò, per farla breve, iniziamo proprio da qui.

Allora Belen, dopo tutto questo can can sulla vostra presunta storia, Rossano Rubicondi oggi ha confermato il suo amore per un’altra, la cubana Milu Vimo.
«Ma io lo sapevo da mesi. Sull’Isola, Rossano me lo ha detto cinquantamila volte. Una sera, quando eravamo in nomination tutti e due, mi ha addirittura dato il suo numero di telefono dicendomi: “Se io rimango qui e tu esci, chiama Milu per dirle che sto bene”. Quindi...».

Nel frattempo però lei è stata bombardata dai pettegolezzi.
«Sapevo che andando all’Isola avrei messo a rischio la mia vita privata. Ma pensavo che dopo due settimane il caos sarebbe finito, mica tutta ’sta roba».

Sembra che finito sia più che altro il suo rapporto con Marco Borriello.
«Lui è bello come il sole e siamo stati benissimo per quattro anni. Ma forse le cose dovevano andare così. Il problema è che lui non è pronto per una relazione con una donna che lavori nel campo dello spettacolo».

Immaturo?
«È senz’altro un uomo intelligente. Ma, reagendo come ha reagito, ha fatto soltanto il gioco di chi vuole seminare zizzania».

Adesso dicono che lei sia rimasta molto legata al «non famoso» Alessandro Feliù.
«Ma no, lui è un mio caro amico e ci sentiamo tutti i giorni. Gli voglio un bene dell’anima ma è un bambino».

Fine dei pettegolezzi.
«Meno male, io ho ormai la testa piena di queste cose. Poi rischio di diventare acida. Però anche certe giornaliste diventano acide quando mi fanno domande...».

Vabbè, adesso il futuro. Lei condurrà Scherzi a parte con Teo Mammucari e Claudio Amendola. Chi butterebbe dalla torre?
«Senz’altro Teo. Grande professionista, per carità. Ma so già che mi prenderà in giro da morire».

D’altronde è il suo marchio di fabbrica.
«E a me piace scherzare, ci divertiremo».

E dopo? Magari potrebbe girare un film.
«Non sono preparata. Quando faccio qualcosa, prima voglio prepararmi bene».

Prima di arrivare all’Isola lei ha detto: «Se fossi solo bella non sarei qui».
«È vero, il talento non mi manca».

Precisi meglio.
«Sono capace di fare tante cose: ballare, recitare, presentare, cantare».

Allora è vero che ha inciso un brano con Nek.
«No, mi ha dato solo qualche consiglio quando ci siamo incontrati in uno studio di registrazione. Una grande persona».

E poi cosa sa fare?
«E poi ho fatto radio, so scolpire, so cucire, ho persino fatto la pasticciera perché me lo ha insegnato mia nonna che è chef».

Però poteva finire l’Università: si era iscritta a Scienze della Comunicazione a Buenos Aires.
«Sì ma dopo un anno ho capito che guadagnavo di più facendo la modella».

Idee chiare.
«Quando inizi a quindici anni, e ti ritrovi in giro per il mondo senza mamma e senza papà, ci vogliono le palle».

Ci vuole anche qualcos’altro. Lei ha detto: «A New York c’era troppa concorrenza. Per arrivare in alto avrei dovuto lasciarci l’anima. Per non dire qualcos’altro».
«Con gli sbagli si impara a vivere. E si diventa maturi molto in fretta».

Quindi farà spettacolo per tutta la vita?
«No, sogno un uomo forte e sicuro. E voglio fare tre figli, ma no, facciamo due. E allora smetterò di lavorare».

Insomma, non vuole finire come qualche sua collega ultrasessantenne che è ancora in prima serata.
«Bisogna lasciare spazio ai giovani, no?».

Intanto c’è da scommettere che lei sia piena di offerte. Ma il contratto con Magnolia?
«Scade a fine dicembre».

E poi?
«Vedremo».

Ieri uno psicologo ha detto in tv che lei piacerebbe di meno se la gente sapesse che Belen in spagnolo significa Betlemme.
«Ma che cosa c’entra la Chiesa con la sensualità?».