Pezzotta e l’Udc danno l’ultimatum al candidato Albertini

«Basta tira e molla», «deve avere coraggio», «noi così non ci stiamo». Messaggi che non ammettono equivoci. E visto che a ribadirli con tale chiarezza è Savino Pezzotta (il segretario regionale dell’Udc che ha avuto da Pier Ferdinando Casini le chiavi della partita milanese delle Comunali) per Gabriele Albertini è davvero arrivato il momento di fermare balletti e indecisioni e di decidere: «Vuole candidarsi a sindaco di Milano, sì o no?». É questione di ore, più che di giorni. «Metà dicembre - dice Pezzotta - si è messo lui sul mercato. E chi è sul mercato o vende o chiude bottega. Io spero che venda». Quanto alla condizione posta - la «desistenza» del Pd - Pezzotta lo considera a dir poco irrealisitico. «Io - spiega Pezzotta - ho già detto ad Albertini che quel che conta è quanti elettori sottraiamo al Pd, il resto sono discorsi vacui. Il Pd ha sbagliato a fare le primarie, si è legato le mani. Ma uno non si spara due volte. Pretendere da loro un doppio suicidio è una follia. Giocare una partita significa anche assumersi qualche rischio».