Pezzotta lascia la Cisl: correrà per la Margherita

Lunedì l’annuncio ufficiale: il sindacalista schierato in Lombardia per il Senato. Tra i capilista dell’Ulivo un bocciato eccellente: Bersani

da Roma

Manca soltanto il «sì» ufficiale, ma pare ormai certo che il leader della Cisl, Savino Pezzotta, andrà ad allungare il lungo elenco dei leader sindacali «in servizio permanente effettivo» nella politica. Dovrebbe essere candidato al Senato in Lombardia (lui è di Bergamo). Ha avuto successo il pressing di un suo predecessore, Franco Marini, da anni «re» dell’organizzazione politica del Partito popolare prima e della Margherita poi.
Avendo pacificato le due anime interne del sindacato cattolico, Pezzotta pare aver messo sui binari anche le procedure per la sua successione. Si parla con insistenza del 55enne Raffaele Bonanni, lunga esperienza negli edili, portato in segreteria confederale da un altro leader cislino approdato (con poco successo, in verità) in politica: Sergio D’Antoni. A Bonanni dovrebbe essere affiancato il leader della minoranza di sinistra Pier Paolo Baretta. Entrambi la scorsa settimana sono stati assieme a Pezzotta nella sede della Margherita per incontrare Marini. I dettagli del passaggio di consegne dovrebbero essere messi a punto nella segreteria di lunedì.
Ieri sera, intanto, Romano Prodi ha presentato l’elenco ufficiale dei capilista dell’Ulivo alla Camera. Il leader unionista guiderà il listone unitario in quattordici circoscrizioni su 26. Nel dettaglio: Piemonte 2, Lombardia 1, Veneto 1, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio 2, Abruzzo, Molise, Campania 1, Basilicata, Calabria e Sicilia 1.
Vinta la complicata trattativa con gli alleati ulivisti, Prodi ha piazzato anche il suo fedele consigliere Arturo Parisi come numero uno in Sardegna e l’ex premier Giuliano Amato nel Veneto 2 (considerato un «extra quota»). In quota Margherita, ma prodiana di ferro, Rosy Bindi, che sarà capolista in Friuli Venezia Giulia. A Ds e Dl i restanti nove collegi. Piero Fassino è primo nome della lista in Piemonte 1, Barbara Pollastrini in Lombardia 3, Fabio Mussi in Liguria, Vannino Chiti in Toscana, Massimo D’Alema in Puglia e Luciano Violante in Sicilia 2. Ma rispetto alle previsioni della vigilia c’è una clamorosa esclusione, quella di Pierluigi Bersani, di cui notoriamente Fassino soffre la concorrenza. Per la Margherita, il coordinatore Dario Franceschini guiderà l’Ulivo in Lombardia 2, il segretario Francesco Rutelli in Lazio 1, Ciriaco De Mita in Campania 2. Franco Marini e Pierluigi Castagnetti saranno invece tra i capilista al Senato (per Marini si prospetta una possibile scelta come presidente di Palazzo Madama). L’attivismo della «campagna acquisti» della Margherita è confermato dalle porte aperte al vicepresidente del Senato, Domenico Fisichella, che nei mesi scorsi ha lasciato An. Mentre ancora non si è sbloccata la candidatura dell’ex sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, entrato in rotta di collisione con la maggioranza rutellian-mariniana del partito (a causa del sostegno prestato a Rita Borsellino).