Il pg: Lo Stato abbandonò Libero Grassi

Libero Grassi, l'imprenditore palermitano ucciso da Cosa nostra il 29 agosto del '91 per essersi opposto al racket del pizzo, «fu lasciato solo da tutti, dallo Stato e dagli stessi colleghi imprenditori». È la denuncia fatta dal sostituto procuratore generale di Palermo, Vittorio Teresi, nel corso della requisitoria fiume del processo d'appello denominato «Agate+32», che raccoglie decine di omicidi avvenuti nel Palermitano negli anni Ottanta e Novanta, tra cui boss mafiosi ma anche parenti di collaboratori di giustizia e l'imprenditore che disse no al pizzo. Grassi venne ucciso su ordine della famiglia mafiosa dei Madonia, ma senza il «nulla osta» della Cupola, per avere detto no al suo estortore. «Libero Grassi - ha detto ancora Teresi - si illuse che bastasse la denuncia pubblica per avere accanto una schiera di persone, a partire dagli imprenditori, ma non fu così».