Phelps fa vacanza e perde con il costume del futuro

Stoccolma. Michael Phelps non è superman, quindi può anche perdere. Soprattutto se non è in forma, se si prova in una gara (100 stile libero) che non è propriamente la sua, se non ha grandi obiettivi da centrare per la stagione e quindi se la prende comoda. Solitamente Phelps sa vincere con o senza costumi jet. Ieri a Stoccolma, prova di coppa del mondo in vasca corta, ha provato a perdere con i costumi del prossimo anno. Da gennaio, infatti, i costumi jet dovranno scomparire e magari ricomparire con altro taglio e altra composizione chimica. Probabilmente il nuoto tornerà totalmente in mano ai nuotatori e ai valori che sanno esprimere. Dunque qualcuno usa le ultime gare del 2009 soltanto per allenarsi. Ed allora ecco Phelps finire in fondo alle classifiche dei 100 stile libero (16° tempo) e dei 100 dorso (squalificato).
L’occasione ha fatto gola per dire: visto, Phelps senza il costumone perde come un comune mortale, dimenticando che ai mondiali di Roma ha perso anche con il costume jet. Però tanto vale per dimostrare che i costumoni drogavano i tempi, ma questo lo hanno detto tutti: nuotatori e tecnici per primi. Insomma gli ohh!!! di meraviglia sono sprecati. E così i sorrisi ammiccanti.
Piuttosto sono più preoccupanti i ritardi di Filippo Magnini, che sta inseguendo rivincite, ed è stato escluso dalla finale dei 100 stile libero come i francesi Leveaux (38° tempo) e Bosquet, l’australiano Eamon Sullivan, ex recordman dei 50 e 100 stile libero. Il miglior tempo è andato allo svedese Nystrand: 45”93 contro il 47”74 di Magnini e il 47”77 di Phelps. I raffronti servono per capire che Phelps sta ancora giocando. Gli altri meno, visto che gareggiavano anche con il costume jet. Solo Leveaux ne ha fatto a meno, e nei suoi tre secondi di distacco conta pure il costume. A parità di costume ne avrebbe subiti solo la metà: sempre tanti.