Phelps stavolta non ce l’ha fatta: ha solo vinto

Il fenomeno ha mancato il record, ma nessun altro ha mai vinto quattro finali mondiali individuali

nostro inviato a Melbourne

Sul regno di Nembo Phelps non tramonta mai il sole. Nemmeno quando tenta di oscurarlo Ian Crocker che, per qualche tempo, è stato la sua bestia nera ed ora è tornato il damigello di compagnia. Ancora una volta l’uragano americano ha fatto strabuzzare a tutti gli occhi nel suo rush verso l’oro. Pareva la volta buona per rivederlo steso nei 100 farfalla ed, invece, il gran finale, pinnata su pinnata con Ian Crocker è stato un saggio di spettacolo e potenza, ancora ad un passo dal record del mondo: 50”77 contro 50”40 del primato. Ed è stata l’unica novità delle gare di Phelps: oro senza record, ma oro che vale un record perché il nostro è il primo atleta nella storia a vincere quattro finali individuali nella stessa edizione di un mondiale. Si può dare di più e Phelps è pronto alla chiusura delle prove generali per Pechino: oggi gli restano 400 misti e 4x100 mista per sentirsi un po’ meno nell’ombra di Mark Spitz che i suoi sette ori li conquistò alle Olimpiadi. Per ora gli ori sono sei (compresi i due della staffetta).
Dietro il duo americano, che ha arricchito un medagliere poderoso (altre 8 medaglie fra cui 5 ori, uno della pallanuoto femminile) si è presentato Albert Subirats Altes, nato a Valencia ma in Venezuela, e adottato a Barcellona dove ha coltivato la sua passione per il calcio e scoperto che Ronaldinho è più eccitante di Phelps, che appunto l’ha battuto: prima medaglia nella storia del Venezuela. Occasione persa per Laure Manaudou, che si è impegnata in un eccitante spalla a spalla con Kate Ziegler per l’oro negli 800 metri. La francese poteva fare tris nelle gare a stile libero, com’è riuscito a pochi nella storia: non ce l’ha fatta con gran soddisfazione degli australiani, che da ieri hanno cominciato a guardare i francesi di traverso dopo il reportage del L’Equipe sul caso Thorpe. La Manaudou ha raccolto argento e record europeo (8’18”80). Anche ieri la piscina della Rod Laver Arena non si è negata il primato mondiale, portato a casa dalle gold girl australiane nella 4x100 mista (3’55”74). Occhio alla mascotte: Emily Seebohm, 14 anni, la più giovane ragazza d’oro del nuoto d’Australia.
È finito con un buco nell’acqua il mondiale di Alessia Filippi che, dopo la bella semifinale, è arrivata ultima in finale. Tanto da convincerla a evitare i 400 misti. Invece grande fra i grandi Federico Colbertaldo, il pendolino veneto della piscina: si è infilato nella finale dei 1500 metri, la sua terza finale su tre gare, abbattendo il muro dei 15 minuti, il record italiano (14’58”26) e meritandosi un posto davanti ad Hackett, stavolta più icona che mostro.