Phone center nel mirino di teppisti italiani

Entrano, rubano, telefonano gratis e picchiano i titolari cingalesi. La polizia li cerca

Le norme antiterrorismo prevedono maggiori controlli nei phone center. Capita, però, che le parti s’invertano. A Cinisello Balsamo, ad esempio, a vivere nel terrore è la famiglia del Bangladesh che gestisce il centro telefonico di via Sardegna. Ormai da mesi i proprietari devono scontrarsi con una banda di italiani che li ha presi di mira. Capitanato da un ragazzo sulla trentina, il gruppo entra nel phone center, fa telefonate - promettendo di pagare dopo qualche giorno - e regolarmente, quando i titolari si oppongono a quello che è ormai un vero e proprio sopruso (il giovinastro non ha mai pagato, ndr) lui non esita a malmenarli.
Solo negli ultimi giorni, a breve distanza l'una dall'altra, all'interno del negozio ci sono state due aggressioni. A denunciare l'ultimo episodio alla polizia, con ancora gli occhi lividi e il torace dolorante, è stato il più giovane della famiglia di stranieri. «All'inizio ho cercato di convincere quell'uomo a non telefonare quando non ha i soldi e a smetterla di darci fastidio - ha detto il ragazzo -. Non appena mi sono girato verso il bancone, però, mi aggredito, colpendomi con il portaombrelli e poi gettandomi a terra. Non contento, mi ha preso a calci ed è scappato solo dopo aver rubato dal registratore di cassa schede telefoniche internazionali prepagate per un valore di quasi 1.000 euro».
Soccorso da un familiare il giovane è stato accompagnato al pronto soccorso del Bassini dove è stato medicato per lesioni multiple al volto, al torace e alle braccia. «Questa banda non ci dà tregua - spiegano i gestori -, abbiamo paura. Girano sempre in 4 o 5, entrano nel nostro locale e, mentre il capo telefona e danneggia le nostre cabine telefoniche, gli altri ridono e applaudono».