Photoshop, la rivolta delle star: "Quei ritocchi, offesa alla bellezza"

Monica Bellucci guida il partito delle "pentite": "La donna sexy in copertina, con la taglia 40, non sono io. In quelle foto c'è il trucco...". Troppi "clic" anche dietro le forme di Simona Ventura, Antonella Clerici e Alba Parietti

Dieci, cento, mille Bellucci. Per l’avvenenza, ma soprattutto per la sincerità. Se qualche legittima riserva rimane sulle sue doti recitative, nessuno osi dubitare dell’onestà «estetico-intellettuale» della mitica «Malena». La sua confessione a Novella 2000, pur svelando il segreto di Pulcinella, è stata coraggiosa: «Non sono come mi vedete: quella sexy delle foto è interamente ritoccata col photoshop». Quasi un’offesa al suo vero e indiscutibile fascino. Perché il trucco c’è. E si vede. Anche se la maggior parte delle vamp photoshoppate preferisce credere di essere veramente come la creatura perfetta che appare in copertina.

Ma cos’è il photoshop? Si tratta di una specie di «gommina» digitale in grado di cancellare dalle fotografie qualsiasi imperfezione fisica. Esempio: la star di copertina ha un accenno di cellulite? Un semplice clic e la pelle diventa levigata come ebano; la Vip di turno ha un posteriore un po’ troppo pronunciato? Un colpetto di mouse e il sedere diventa perfettamente a mandolino. Idem per occhi, naso, bocca, seno, fianchi, cosce e - giù in fondo - ginocchia, caviglie e piedi. Insomma, non c’è particolare del corpo femminile - ma pure maschile - che non possa essere «ottimizzato» con la forza delle imposizioni delle mani (sul computer).

Riviste rosa e di gossip, con la tecnica del photoshop, ci danno dentro alla grande; l’uso intensivo di questo programmino software incarna la grande ipocrisia ecumenica della società dell’apparire: è contenta infatti sia la protagonista dello scatto glamour che si ritrova in pagina molto meglio di come mamma l’ha fatta, sia il lettore dei rotocalchi pettegoli che ritrovano la loro beniamina fotografata in forma smagliante (ma senza smagliature).

Mai avrebbero immaginato i fratelli Knoll che nel 1990 elaborarono la prima versione di photoshop per aiutare il padre fotografo, che la loro intuizione si sarebbe trasformata in una potentissima arma cosmetica. Un gran prix della sensualità a base di curve taroccate in cui bluffare è diventata la regola. Ma ora anche le regine del photoshop hanno capito che alla lunga il troppo stroppia.

Una rivolta trasversale che, partita dalla Bellucci, potrebbe trovare le adesioni di Simona Ventura (i suoi super addominali scolpiti sulla copertina di Vanity Fair sono entrati nella storia del photoshop d’autore), Antonella Clerici, Barbara D’Urso, Paola Perego, Alba Parietti ecc.: tutte donne meravigliosamente over 40, quindi bisognose di qualche sapiente aiutino artificiale. E dove non arriva la chirurgia plastica, ecco intervenire il tecno-bisturi del photoshop. Un’escamotage gettonatissimo per sembrare più magre, formose e giovanili. Gli esempi non mancano. Non c’è calendario più o meno osé, con protagoniste più o meno famose, che si riveli un inno al photoshop; con il risultato - niente affatto eccitante - di uniformare misure e fattezze femminili a un modello scientificamente precostituito.

«Io gambe così perfettamente dritte, nella vita reale, non le ho mai avute - ricorda con ironia Alessia Marcuzzi -. Sul calendario, evidentemente, si è verificato un miracolo...». E dire che tante sexy calendarine (da Elisabetta Canalis a Martina Colombari, da Elisabetta Gregoraci ad Anna Falchi) non avrebbero certo bisogno di ritocchi al pc per fare un figurone. Eppure...

«A differenza di quanto appare nelle copertine - confessa Monica Bellucci - non ho mai portato la taglia 40, non sono mai riuscita ad entrarci dentro. Quando faccio un servizio gli abiti che indosso li tengo aperti dietro, perché troppo piccoli. Per fortuna mi fotografano sempre davanti...».

Morale: da qualsiasi parte la si guardi, Monica resta sempre uno spettacolo.