Più di 30 morti a Mosul per tre uomini-bomba

Mosul. Almeno 30 persone sono morte e quasi altrettante sono rimaste ferite nei tre attentati suicidi messi a segno ieri a Mosul, 360 chilometri a nord di Bagdad. Ma il tragico bilancio bilancio - confermato dall’esercito Usa e da funzionari della sicurezza iracheni - rischia di essere addirittura più sanguinoso. Il primo attacco è avvenuto alle 6.30 locali e ha colpito il quartier generale della polizia della città settentrionale irachena, nel centro cittadino, causando la morte di 13 agenti e due civili, e il ferimento di altre sei persone. L'attentatore, alla guida di un furgone carico di angurie, si è mescolato a quanti si stavano recando al mercato che si trova vicino alla sede della polizia, e si è fatto esplodere. Due ore dopo, un attentatore con cintura esplosiva si è fatto saltare in aria nel parcheggio all'esterno di una base militare irachena, nella zona sud-occidentale della città, uccidendo 16 persone e ferendone altre sette. La maggior parte delle vittime erano dipendenti civili delle Forze armate di Bagdad. Un terzo attentatore, anch'egli con cintura esplosiva, è riuscito ad arrivare all'interno del posto di guardia della polizia dell'Ospedale universitario di Mosul e si è fatto saltare in aria, uccidendo cinque agenti e ferendone altri sei. A rivendicare con due comunicati i due attentati contro la base militare e contro il posto di polizia, ma anche l’assassinio di un colonnello do polizia, avvenuto a Bagdad, è stato ieri - tramite un sito Internet - il gruppo di Abu Mussab al Zarkawi, capo di al Qaida in Irak e super-ricercato dall’intelligence americana e internazionale.

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