Come prima più di prima anche gli ultrà

Si erano organizzati per calare in massa su Milano con propositi bellicosi, nel mirino gli odiati interisti e la vituperata «tessera del tifoso» ma sono rimasti intrappolati dal traffico del rientro sull’Autosole. E così i tifosi romanisti si sono sfogati sull’autogrill Giove ovest, devastato e razziato. I teppisti sono stati poi fermati, identificati e denunciati.
Per loro si trattava solo di un leggero riscaldamento in vista della partita vera, quella che avrebbero giocato dentro e fuori il Meazza durante la finale di supercoppa Inter-Roma. Le premesse per una giornata difficile c’erano tutte. Senza le consuete limitazioni di campionato, i supporter giallorossi hanno avuto a disposizione 20mila biglietti, quasi tutti acquistati entro venerdì. Tra loro la «squadra tifoserie» della questura di Roma aveva individuato un migliaio di «duri e puri» pronti allo scontro in nome di due sacrosanti ideali: l’odio per i neroazzurri e la «tessera del tifoso», imposta dal ministro degli Interni per contenere le violenze (dopodomani si riunisce l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, tema proprio la tessera). Si tratta di una scheda magnetica con inseriti tutti i dati personali, indispensabile per comprare i biglietti per le trasferte. Un’iniziativa sentita come un tentativo di schedatura degli ultras che, per questo, il mese scorso si erano riuniti a Catania in 400, rappresentanti di una sessantina di tifoserie. Individuando tra le strategie di protesta anche lo «sciopero del tifo».
E per dare una prima dimostrazione di forza, gli ultras giallorossi avevano scelto proprio la Supercoppa nazionale, partita che apre la stagione 2010/2011. Luogo dello scontro: il piazzale davanti allo stadio. Orario: un’ora prima del match, quando le forze dell’ordine, disperse per controllare tutti gli accessi, hanno grossi problemi a muoversi tra migliaia di pacifici tifosi.
Ma hanno mal calcolato i tempi di percorrenza e così si sono trovati incolonnati sulla A/1. Per sfogare la frustrazione, circa 300 teppisti su sei pullman si sono accaniti sull’autogrill tra Orte e Attigliano. Le forze dell’ordine hanno poi intercettato i pullman e li hanno costretti a fermarsi 80 chilometri dopo, all’area di servizio Chianti ovest tra Incisa e Firenze sud, dove hanno identificato e denunciato i 300.
Arrivati a Milano in ritardo rispetto ai piani, i romanisti si sono sfogati dentro lo stadio. All’inizio del primo tempo fischiando il minuto di silenzio in memoria dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Poi, dall’inizio del secondo tempo, bersagliando Julio Cesar finito sotto la loro curva, secondo anello blu, con bottigliette e razzi e fumogeni. Costringendo i vigili del fuoco a recuperarli e l’arbitro a sospendere la partita per cinque minuti. Stesso trattamento ai vicini della arancione, occupata da interisti, sottoposti a fitto lancio di oggetti che ha costretto molti alla fuga.
Finita la partita si sono radunati in centinaia fuori e hanno iniziato a lanciare oggetti contro la polizia. Sono però bastate un paio di cariche di alleggerimento per disperderli. Non male come inizio di stagione.