Più attenti alle galline che ai malati di cancro

C’è anche un contrappasso mediatico nell’allegra insensatezza di questa nostra società ormai avviata al suicidio. Migliaia di persone stanno morendo di cancro e giornali, televisioni, radio di che cosa si occupano? Di sette cigni stecchiti in Grecia dall’influenza aviaria. La scorsa settimana su Panorama ho visto la fotografia di Rino Rappuoli, vicepresidente di Chiron corporation e direttore della ricerca di Chiron vaccines. Parlava ovviamente del virus H5N1 veicolato dai polli vietnamiti. Quest’uomo avrebbe la possibilità di salvare migliaia di pazienti oncologici subito, adesso. Macché, lo hanno comandato a dedicare intelletto, energie e tempo ai rischi avicoli. Va precisato che la californiana Chiron è una delle cinque multinazionali che lo scorso 13 settembre organizzarono a Malta la seconda Conferenza europea sull’influenza, dalla quale partì il cancan sul virus delle galline.
Fino a un mese fa io non sapevo nemmeno che fosse nato, Rino Rappuoli. Mea culpa. A informarmi della sua esistenza è stato il dottor Silvio Buzzi, il medico di Ravenna che ha scoperto, in 40 anni di solitarie ricerche, come un innocuo (e assai poco costoso) derivato della tossina difterica, il Crm 197, sia in grado di contrastare l’avanzata dei tumori e a volte di farli addirittura scomparire. C’è una parte dell’intervista con Buzzi (Tipi italiani, 5 febbraio) che ho dovuto sacrificare, ma che riporto oggi perché si rivela illuminante: «Dal ’92 al ’97 tempestai di lettere e telefonate il dottor Rappuoli perché mi fornisse il Crm 197 da iniettare ai malati di tumore. Lui non voleva: “È una molecola priva di tossicità, quindi non può servirle a nulla”, si ostinava a ripetermi. Finalmente alla fine del ’97 cedette e me ne diede gratuitamente un lotto».
Quel lotto è stato sperimentato con successo dal dottor Buzzi su 200 soggetti che avevano già avuto dagli oncologi una sentenza di condanna per melanomi, neuroblastomi, neoplasie polmonari. In una sessantina di casi ha provocato una riduzione del tumore dal 50% fino alla completa guarigione, come attestano le cartelle cliniche degli ex malati che sono vivi e sani a distanza di anni. Ma quel lotto di Crm 197 è finito nel 2003 e da allora il medico ravennate non può più aiutare nessuno. Voi non avete idea della grandinata di messaggi che ho ricevuto da parenti di persone ormai date per spacciate affinché intercedessi presso il dottor Buzzi. La cosa più deprimente è che la Chiron vaccines ha uno stabilimento a Siena – la ex Sclavo, un tempo famosa per il siero antivipera – che potrebbe tornare a produrre il Crm 197 già da lunedì.
Fors’anche in seguito a tre interpellanze parlamentari presentate dopo il mio articolo, pare che la Chiron si sia finalmente dichiarata ben disposta a fornire il Crm 197 a un ospedale, quello di Empoli, che si presterebbe a inocularlo ai pazienti oncologici, o quanto meno ai malati terminali, considerato che comunque il derivato della tossina difterica non aggrava in alcun modo la sintomatologia né accelera la fine. Ma già si profila un altro intoppo burocratico legato alla produzione e alla sterilizzazione delle fiale di Crm 197, che solo il ministero della Salute può autorizzare.
Mi appello a Francesco Storace: quando avrà finito d’occuparsi di galline ovaiole, dindi, anatre e germani reali, pensa che le avanzerà il tempo per apporre una firma che potrebbe salvare qualche cristiano? Glielo chiedo, signor ministro, perché un mio lettore, non sapendo più dove sbattere la testa, ha scritto all’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco che dipende dal suo dicastero, per chiedere dove fosse possibile procurarsi il Crm 197. La dottoressa Immacolata Pagano gli ha risposto come segue: «Il Crm 197 è una variante non tossica della tossina difterica. Le evidenze relative al profilo di efficacia e sicurezza del Crm 197 nel trattamento dei pazienti affetti da cancro sono relativamente scarse. Attualmente, in Italia, non esiste in commercio alcuna specialità medicinale a base di Crm 197». Dalla bibliografia riportata in calce alla lettera, s’intuisce che all’Aifa si sono limitati a digitare «Buzzi S» e «Crm 197» sul motore di ricerca della National library of medicine del governo degli Stati Uniti, vedendosi comparire un solo studio, pubblicato da Cancer Immunology and Immunotherapy. Se si fossero presi la briga di cercare meglio, come ho fatto io, avrebbero trovato altre sette ricerche sull’efficacia della tossina difterica, a firma del dottor Buzzi, pubblicate da Cancer Research, Lancet e Acta Biomedica.
Mi pare lapalissiano che le evidenze nel trattamento con Crm 197 dei pazienti affetti da tumore siano «relativamente scarse»: se non lo si prova... E a chi competono i test? Al circo Togni?
BAMBINELLO IN UMIDO. Sindaco, consiglieri comunali e autorità varie di Verona, insieme con insegnanti e genitori, hanno partecipato alle premiazioni dell’ottavo concorso che l’Azienda municipalizzata di igiene ambientale ha indetto fra le scuole della provincia per la realizzazione dei presepi con materiale riciclato. Fra le 150 opere in gara, quella che ha riscosso più successo è stata realizzata dai bambini della scuola d’infanzia Ferrante Aporti usando «la frazione di rifiuto umido», e cioè avanzi di cibo, formaggi andati a male, bucce d’arancia, gusci di noci, gambe di sedano, cespi di lattuga, bustine del tè. Avete presente un cassonetto rovesciato per strada? Ecco. La grotta di Betlemme era ambientata dentro un secchio dell’immondizia, foderato però con regolamentare sacchetto di plastica per la raccolta dei rifiuti urbani. I personaggi della Sacra Famiglia erano uova marce (o limoni ammuffiti: dalla foto pubblicata sul giornale locale non si capiva bene). Per caso i re magi hanno portato in dono quella roba là?
stefano.lorenzetto@ilgiornale.it