«Più avvocati nell’amministrazione»

Giovanni Ierfone

«L’Avvocatura nazionale vive un grande momento di trasformazione ed è come a un bivio: o diventa protagonista della vita politica, sociale e culturale italiana oppure si annulla nella pletora delle categorie produttive, nei flussi della globalizzazione». Sono le linee guida indicate dall’avvocato Carlo Testa, tesoriere dell’Ordine degli avvocati di Roma, per il convegno «Gli avvocati nelle pubbliche istituzioni» organizzato dall’Agifor, l’Associazione Giovanile Forense, in programma oggi a Villa Marinelli.
Alla tavola rotonda saranno presenti, oltre a Testa, Francesco Aracri, coordinatore di An per il Lazio, l’avvocato Dario Rossin, candidato di An al Comune e Gianni Alemanno, candidato a sindaco per il Comune di Roma.
Finalità dell’incontro, prosegue Testa, «è promuovere la presenza degli avvocati negli organi di gestione della cosa pubblica. Presenza che impone di coniugare esperienza politica e competenza tecnica per tutelare gli interessi e i valori della professione forense e i diritti dei cittadini allo scopo di migliorare il servizio giustizia».
L’Agifor d’altra parte «ha sempre operato - sottolinea il presidente Ivana Abenavoli - per il riconoscimento della vita del diritto nell’agire quotidiano. Se l’Avvocatura, e di conseguenza gli avvocati, perde la sua identità e il suo ruolo è la giustizia che muore nella coscienza delle persone e così il diritto degenera in pura sovrastruttura burocratica».
Tema, questo della giustizia e della magistratura, assai delicato e sul quale «An - è il commento di Aracri - è sensibile tanto da attuare e favorire una serie di riforme per rendere la giustizia più moderna, più veloce e più autonoma, come ha evidenziato Ciampi di recente». L’Agifor è tra le più antiche e numerose associazioni forensi. «La nostra presenza al convegno e la candidatura dell’avvocato Dario Rossin nelle liste di An - ribadisce Aracri - dimostrano la cura nella preparazione delle liste e l’attenzione alle istanze della quotidianità attingendo proprio alla società civile e nel mondo delle associazioni».
L’Agifor sì è sempre proposta come punto di collegamento tra praticanti e studi legali, con un occhio attento alla formazione della professione attraverso corsi e convegni culturali di aggiornamento.