Le più belle girl dell’uomo perfetto vestono Ferretti

«Trovo che il prét à porter di lusso non possa permettersi il lusso di parlare ogni sei mesi, dobbiamo comunicare più spesso con i nostri clienti come del resto fa la moda low cost». Alberta Ferretti è lapidaria nello spiegare perché ieri sera ha deciso di far sfilare in un colpo solo la pre collezione dell'autunno/inverno 2012-2013 e la linea di demi couture etichettata «Alberta Ferretti Limited Edition». Nella storica sede della maison in via Donizzetti si sono visti in anteprima mondiale i capi che di solito non vanno in passerella ma ormai rappresentano anche il 70 per cento del fatturato di un marchio e quelli creati su misura per la clientela più esigente del mondo, autentici capolavori con ricami, materiali e costruzioni da sogno.
La sfilata si è svolta in due tempi ma senza soluzione di continuità tra concretezza e sogno grazie all'inossidabile bravura della stilista. Infatti la pre collezione ispirata all'idea di una moderna Wallis Simpson era quasi un abbecedario di tutto quello che una donna elegante dovrebbe avere nell'armadio per essere sempre perfetta nella vita di tutti i giorni: dal magnifico tailleur in maglia-tessuto beige con sopra una giacca-cappa di cashmere doppiato in pelliccia dello stesso colore al semplicissimo chemisier grigio con collo e plastron ricamati in jais passando per l'abitino da cocktail viola con intarsi di pizzo nero. Le ragazze indossavano tutte un cappellino a forma di cloche e quelle bellissime scarpe con il taglio a T sul malleolo che slanciano anche i polpacci troppo forti da ciclista. In molti casi facevano pensare al fantasmagorico guardaroba sfoggiato dalle interpreti di Midnight in Paris nella parte del film dedicata agli anni Venti, ma non c'era proprio nulla di retrò per esempio nel morbido cappotto «sleveless» (cioè senza maniche ma con bordi di pelo strategicamente posizionati al posto delle medesime) oppure nei pantaloni principe di Galles con lo stesso motivo tipicamente maschile stampato sullo chiffon della camicia.
Tutte le 25 uscite in passerella avevano un sapore molto quotidiano e al tempo stesso desiderabile: cose giuste per trascinare la gente nei negozi al momento giusto. Tutta un'altra storia, ma una gran bella storia la demi-couture presentata dalle 20 «it girls» del momento, cioè le ragazze meglio vestite al mondo secondo l'insindacabile giudizio di Vogue America. Tra loro faceva bella mostra di sé Florence Brundenell-Bruce modella e socialite inglese fidanzata con il principe Harry. «Seduco con gli occhi» ha detto la fanciulla nel backstage scivolando con molta grazia dentro un fulminante abito da sera nero con intarsi di pizzo montato su una sottoveste color carne che lasciava intravedere un lato B degno di quello di Pippa Middleton. Bellissima anche Nathalie Dompè, figlia del presidente di Farmindustria, laureata alla Bocconi, con ben tre lingue parlate e scritte a suo attivo eppure tentata dalla carriera di attrice. Tra le figlie d'arte si segnalano poi Tali Lennox (figlia di Annie, una delle voci più belle del mondo non a caso detta «usignolo degli hamburger» perché scoperta negli anni Ottanta quando cantava e cucinava in un hot dog bar); Sarah Margaret Qualley (diciassettenne figlia di Andy Mc Dowell) e Amber Le Bon (figlia del leader dei Duran Duran e della top model Yasmin Parvenah).
C'era poi la sorella di Beyoncè, Solange Knowles e la cantante indiana Kanika Kapoor imparentata con il celebre artista, erede di un solidissimo patrimonio in rupie, ma soprattutto reginetta delle hit parade musicali orientali con milioni di dischi venduti. Molto significativa la presenza di Haneli Mustaparta (modella norvegese diventata blogger) e di Oroma Eleva (nigeriana di origine ma americana di adozione, fondatrice ed editor di Pop's Africa oltre che blogger super seguita dalla potente comunità delle donne afroamericane). «Queste ragazze hanno milioni di seguaci su Twitter e Facebook: da quando hanno scritto che avrebbero sfilato per noi siamo tempestati di richieste dal web» ha dichiarato sorpresa la Ferretti. Sarà dura che il popolo della rete si possa concedere la lussuosa collezione ispirata a un'idea di principessa siderale. Ma è bello che una moltitudine di persone possa ammirare un abito da sera fatto da innumerevoli striscioline di chiffon bloccate da cristalli come diamanti esplosi oppure una piccola cappa ricamata da non si sa quante micro perline luccicanti e doppiata in visone grigio, per non parlare del miniabito con una cascata di piccoli diamanti a baguette.