«Più case popolari contro il racket delle occupazioni»

Quarto Oggiaro, San Siro, Giambellino, Alzaia Naviglio Pavese, Bovisasca, Gratosoglio. Sono alcune delle oltre 20 zone di Milano che compongono la mappa del racket delle occupazioni abusive presentata ieri dai Ds milanesi. Non esiste, sostengono, un’unica organizzazione, ma diversi «professionisti dell'occupazione», spesso noti agli stessi residenti, che possono chiedere fino a 2.500 euro per lo sfondamento di una porta e la «conquista» della casa. «Sono tutte zone - ha spiegato il consigliere Aldo Ugliano - di vecchia edilizia popolare, abitati prevalentemente da anziani, la cui resistenza sociale di fronte ai fenomeni malavitosi è piuttosto fragile. Le occupazioni abusive per necessità e il fenomeno ben più odioso del racket che le gestisce nascono da una sola premessa: a Milano c'è fame di casa perché da anni manca un vero piano di edilizia pubblica popolare». Un altro dato importante riguarda il numero di alloggi sfitti, 48mila sul territorio nel 2001. «Si potrebbe - ha concluso Ugliano - pensare a incentivi fiscali per agevolare la locazione di questi immobili».