Più espulsioni e prevenzione

Entra in Italia solo lo straniero che ha già in tasca un contratto di lavoro; la durata del permesso di soggiorno è passata da tre a due anni; lo straniero che rientra in Italia dopo l’espulsione compie un reato prima non previsto dal codice penale; la permanenza nei Centri di permanenza temporanea per l’identificazione dello straniero clandestino è passata da 30 a 60 giorni. Questi i cardini della legge Fini-Bossi sull'immigrazione che ha riformato nel 2002 la legge Turco-Napolitano. Altre norme che hanno innovato la vecchia normativa riguardano la prevenzione dell'immigrazione clandestina con l’invio di funzionari di polizia presso ambasciate e consolati; la cessazione del permesso di soggiorno non appena lo straniero perde il lavoro; il diritto al riscatto dei contributi previdenziali, che scatta al 65º anno di età a favore degli immigrati extracomunitari per i quali sia stato coperto un periodo inferiore a cinque anni.