Più «estero» per Autogrill Obiettivo Europa e America

Benetton: «Altre acquisizioni». Nel mirino Duty free e aeroporti

Massimo Restelli

da Milano

Il presidente Gilberto Benetton conta di aggiungere altre tessere al mosaico internazionale di Autogrill che, archiviato il 2005 con utili e fatturato in crescita, da inizio anno ha visto lievitare i ricavi di un ulteriore 17 per cento. La mossa in terra britannica per rilevare Ssp dal gruppo Compass è sfumata, ma Autogrill «farà sicuramente qualche acquisizione», ha annunciato Benetton indicando obiettivi di dimensione medio-piccola. La priorità è l’Europa, cui si aggiunge l’America, dove il gruppo italiano vuole accentuare la penetrazione nel settore degli aeroporti e dei duty free.
Al momento non ci sono possibilità importanti, ma Autogrill è «votato alla crescita, non vogliamo accumulare cassa, ma investire», ha proseguito l’imprenditore veneto, cui fa capo anche il gruppo Autostrade, aggiungendo che il pay out resterà stabile al 50% e che non ci saranno dividendi straordinari.
La strategia di lungo periodo guarda anche all’Oriente e tenderà a fare combaciare la geografia della ristorazione di HmsHost con i duty free di Aldeasa (secondo alcune stime a livello mondiale i due business catturano un giro d’affari complessivo da 14 miliardi), ma, anche al netto dello shopping, quest’anno il fatturato crescerà «a due cifre», ha proseguito Benetton intenzionato a mantenere la quota di mercato sulle autostrade italiane.
«Il primo trimestre sta andando bene», ha aggiunto l’amministratore delegato Gianmario Tondato da Ruos, illustrando le prospettive del gruppo alla comunità finanziaria (meno 1,8% la chiusura di Autogrill in Piazza Affari). Nelle prime nove settimane di quest’anno il fatturato è salito del 17% (che si riduce all’8,6% se si esclude l’apporto della spagnola Aldeasa controllata insieme ad Altadis), mentre l’impatto delle Olimpiadi invernali di Torino è stato prossimo a 6 milioni. La società iberica è stata consolidata da Autogrill nel maggio 2005, esercizio nel quale il gruppo ha raggiunto 130,1 milioni di utili (più 39,6%) e 3,52 miliardi di fatturato (più 10,9%; più 3,2% al netto delle acquisizioni) a fronte di un mol pari a 475 milioni (più 8,1%) e di un ebit di 294,9 milioni (più 16,3%).
I dati definitivi sono stati approvati ieri del consiglio di amministrazione che ha proposto ai soci un dividendo in crescita del 20% a 0,24 euro (più 7,9% i ricavi della controllata americana). Il ritiro dalla gara per Ssp è stato deciso «nell’interesse degli azionisti», ha detto Benetton al fine di evitare un’eccessiva crescita del debito che avrebbe pregiudicato la possibilità di cogliere le altre opportunità del mercato: 900,1 milioni l’indebitamento finanziario netto segnato a fine dicembre (609,3 milioni nel 2004). Deliberato, infine, un piano di buy back fino a 2 milioni di azioni proprie.