Più gas che elettricità nel futuro della Edison

Nel periodo 2007-2012 saranno spesi 2,6 miliardi negli idrocarburi e 1,6 nell’energia

da Milano

Edison farà più investimenti nel gas che nell’elettricità: il gruppo di Foro Buonaparte spenderà circa 4,2 miliardi nell’arco temporale del nuovo piano industriale, 2007-1012, illustrato ieri dai vertici agli analisti finanziari. Al settore elettrico verranno destinati in totale 1,6 miliardi di euro (di cui 300-350 milioni per la controllata Edipower), raggiungendo una capacità installata di 14,1 gW (rispetto agli 11,4 gW attuali). Al settore idrocarburi saranno invece destinati 2,6 miliardi di euro per il raggiungimento di una disponibilità totale di gas di circa 22 miliardi di metri cubi (rispetto agli attuali 13,6 miliardi). Il piano di sviluppo del gruppo prevede investimenti anche nel settore dell’energia da fonti rinnovabili per un totale di circa 500 milioni di euro, in quantità eguale tra eolico (per un totale di 189 megawatt) e idroelettrico (per un totale di 50 Mw). Nel settore eolico, il totale della capacità installata in Italia dal gruppo dovrebbe passare dagli attuali 261 megawatt e circa 450 mW nel 2012.
Nel corso dell’incontro, l’amministratore delegato Umberto Quadrino ha confermato gli obiettivi finanziari del gruppo Edison che nel periodo al 2012 stima una crescita media annua dell’ebitda pari al 6-8%, dell’ebit dell’11-13% e del 10% circa del tasso di remunerazione del capitale investito (roi) che dovrebbe attestarsi complessivamente a 4,5 miliardi di euro. Quadrino ha inoltre confermato che il livello di indebitamento, pari a 4,6 miliardi al settembre 2006 (4,8 miliardi a fine 2005), è previsto più che dimezzato al 2012, quando dovrebbe scendere a circa 2 miliardi, con un dividend pay out di circa il 50% dell’utile netto.
Ieri, intanto, si è saputo che la Commissione europea ha inviato una lettera al governo italiano sulla questione del limite del 30% nell’azionariato di Edipower che potrebbe essere applicato a Edison come forma di pressione per una soluzione dell’ingresso di Enel nelle centrali Epr che Edf ha promesso, ma che non ha mai concretizzato. «La Commissione è molto preoccupata di questi sviluppi, che sembrerebbero intervenire quando è passato ormai parecchio tempo dall’autorizzazione della concentrazione», scrive la lettera. Il governo è quindi invitato a «chiarire la situazione» e a dare informazioni sulle «eventuali misure» che intende prendere.