«Il più grande sindaco? Fu il podestà Broccardi che fece grandi opere»

di Gianni Plinio*

Stimatissimo Direttore, come ben sai alla Loggia della Mercanzia di piazza Banchi è in esposizione il piano urbanistico comunale. A causa della incapacità di ideazione e di progettazione della Sindaca Vincenzi e dei suoi consultori non riesco a prefigurarmi come sarà la Genova del futuro. Consentimi, però, di ricordare ai lettori de «il Giornale» e soprattutto a quelli più giovani la figura di un grande artefice dello sviluppo e della modernizzazione del capoluogo ligure.
Si chiamava Eugenio Broccardi. Nato a Genova nel 1867 e ivi deceduto nel 1959.
Ingegnere. Risiedeva a Sampierdarena. Podestà di Genova dal dicembre 1926 al settembre 1933. Senatore del Regno dal 1929. Nel corso del suo mandato si realizzarono trasformazioni urbanistiche e grandi opere pubbliche i cui benefici effetti si fanno sentire ancora oggi. È del 1926 il progetto di sistemazione del promontorio di San Benigno che comporterà lo spianamento del colle e la realizzazione di un nuovo collegamento viario - via Cantore - tra Genova e Sampierdarena. Sono del 1928 i progetti di copertura del Bisagno e di prosecuzione di via Dante con costruzione di una nuova galleria (la Cristoforo Colombo). È dei primi Anni Trenta la costruzione della strada camionale dei Giovi inaugurata, poi, nell'ottobre 1935. Sono anche gli anni della sistemazione della circonvallazione a monte e dell'Ansaldo massima industria italiana. Tra il 1927 ed il 1931 viene realizzato l'Arco ai Caduti di piazza della Vittoria successivamente inaugurato nel maggio 1933. Dal momento che è ritornato di attualità il dibattito sulle città metropolitane giova il ricordare che si deve ad una decisione del podestà Broccardi l'ampliamento, nel 1926, della città di Genova, attraverso l'aggregazione ad essa di 19 comuni limitrofi, in modo tale da realizzare la Grande Genova con configurazione territoriale e popolazione più aderenti a quelle di una moderna metropoli. Si potrebbe continuare a lungo ma mi fermo qui. Qualcuno dirà che erano altri tempi. È vero. Personalmente dico che si tratta soprattutto di altri galantuomini. E di grandi genovesi. Di rara competenza e di straordinaria onestà. Come Eugenio Broccardi che ha fatto tantissimo per Genova e per cui si meriterebbe, a più di cinquant’anni dalla scomparsa, la titolazione di una via della propria Città.*responsabile Sicurezza Pdl Liguria