Più infrastrutture, aiuti a imprese e fasce deboli

Bonus straordinari, più soldi ai pensionati e agli ammortizzatori sociali. Sbloccati 40 miliardi di fondi Ue

Un mix di investimenti in opere pubbliche, incentivi alla ricerca e sostegno ai redditi. Le misure che il governo sta mettendo a punto per fronteggiare la crisi economica andranno a beneficio di tutti gli attori dell’economia nazionale. Le imprese, che già soffrono per le ripercussioni del terremoto finanziario mondiale. Ma anche le famiglie, a partire da quelle con redditi più bassi.

Il dato comune del piano da 80 miliardi di cui ha parlato ieri al G20 di Washington il ministro dell’Economia Giulio Tremonti è però il ritorno dell’intervento dello Stato. Anche se sotto un segno diverso rispetto alla tradizione italiana che vorrebbe la spesa corrente mangiarsi la gran parte delle risorse. Il piatto forte è infatti quello degli investimenti. Già venerdì si terrà una riunione del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e lì saranno avviati interventi per 16 miliardi, tutti in infrastrutture. Di questi 12 di investimenti pubblici, altri quattro con il concorso dei privati, attraverso il metododella finanza di progetto.

Un ruolo di primo piano lo avrà l’Unione europea. Il governo sbloccherà risorse Ue per 40 miliardi che andranno soprattutto alla ricerca, allo sviluppo, a incentivi per le energie rinnovabili e per la riconversione delle aree ex industrializzate. Investimenti anche sulla rete stradale. Il conto in questocaso è di 10 miliardi di euro, che saranno reperiti con la rimodulazione delle tariffe autostradali. A raggiungere la cifra annunciata da Tremonti mancano 14 miliardi. Una buona parte saranno accantonati per fare fronte al credit crunch, e cioè alla probabile stretta nel credito alle imprese da parte delle banche, anche questo un effetto collaterale della crisi. Il governo intende incoraggiare il settore finanziario ad allargare i cordoni. Misure sulla falsa riga delle garanzie sulle obbligazioni, previste dai decreti del mese scorso.

Rimane poi il capitolo a favore dei redditi. Tramontata la detassazione delle tredicesime, l’esecutivo intende puntare tutto sulla proroga ed eventuale estensione della detassazione degli straordinari e dei premi aziendali. Un modo per sostenere i redditi e la produttività. Poi gli ammortizzatori sociali, perché la crisi non potrà non avere effetti sull’occupazione. Infine misure per i più deboli: incapienti e pensionati.