Più investimenti e più dividendi per Terna

da Milano

Più investimenti, più efficienza, più dividendi, ma anche debito in crescita per Terna (la società che gestisce la rete elettrica) che rafforza la sua politica di sviluppo all’estero: sono i punti del piano industriale 2008-2012 illustrati ieri dall’ad del gruppo, Flavio Cattaneo. «Dal 2005 a oggi abbiamo raddoppiato gli investimenti annui - ha detto - nel periodo di piano spenderemo 3,1 miliardi per lo sviluppo della rete elettrica con un incremento di 400 milioni rispetto a quello annunciato lo scorso anno». Lo sforzo di Terna andrà anche verso nuove acquisizioni e nuovi contratti in America latina, nei Balcani e in Nord Africa.
Quanto al dividendo, Cattaneo ha detto di prevedere una crescita minima annua di almeno il 4%, contro il 3% annunciato nel 2007, considerando il 2005 come anno di riferimento. È stata confermata la politica di dare acconto e saldo: quest’ultimo sarà deciso l’11 marzo con l’approvazione dei risultati 2007. Cattaneo ha invece dichiarato che non è previsto nessun riacquisto di azioni e nessun dividendo straordinario: «Preferiamo investire nello sviluppo, una scelta che siamo convinti darà risultati più duraturi» ha detto. Ma la Borsa non ha apprezzato e ha penalizzato il titolo.
Ma è sugli investimenti che si è concentrata l’attenzione: Terna, infatti, vuole superare le strozzature del sistema di trasmissione che ancora rimangono in alcune tratte al Centro-Sud, mentre prevede più collegamenti con l’estero. «Con i nuovi cavi che ci uniranno ai Balcani potremo ridurre la nostra dipendenza da un numero troppo limitato di Paesi» ha sottolineato Cattaneo. Così il piano prevede nuove interconnessioni o potenziamenti con Francia, Svizzera e Slovenia, ma anche con Croazia, Albania, Montenegro e, in prospettiva, anche con la Grecia. Con i Balcani è anche possibile la costruzione dei «corridoi elettrici» previsti dall’Unione europea. Infine Terna ha firmato un accordo con la Tunisia, mentre studia collegamenti con Algeria e Libia. «L’Italia può diventare l’hub elettrico del Mediterraneo» ha detto.
C’è poi il versante dell’America latina, in cui Terna sta crescendo rapidamente con acquisizioni in Brasile: nel 2007 sono state acquistate 4 società che nel corso del 2008 verranno integrate con quelle già possedute. Il flusso di cassa proveniente dai nuovi gruppi dovrebbe permettere un rientro del debito ai livelli 2007 entro il 2012. Cattaneo ha anche detto che Terna sta partecipando a 3 nuove gare in Brasile e a 2 in Perù, ma, ha aggiunto, «non facciamo acquisizioni a tutti i costi». E lo stesso discorso vale per una possibile crescita sul mercato italiano, dove il gruppo detiene già il 98% della rete ad alta tensione, ma dove potrebbe crescere in altre reti come, per ipotesi, quella che alimenta le ferrovie.