Più lavoro, grazie Biagi

La disoccupazione è scesa al 6,2%. Il governo tende ad attribuire questo buon risultato alla sua politica. Ma non è vero. E ciò va messo in luce non tanto per polemica quanto per evitare la rottura del meccanismo virtuoso creato dal governo precedente che è la causa principale della riduzione dei senza lavoro.
La disoccupazione in Italia ha iniziato a scendere, dal 2003 con ritmi sorprendenti e superiori agli altri Paesi europei, dopo l'applicazione della legge Biagi e gli incentivi/pressioni per l'uscita dal «lavoro nero» sia indigeno sia immigrato. Tale pacchetto legislativo è stato il fattore chiave del fenomeno perché in quel periodo la crescita economica era piatta e quindi non poteva essere il traino di un così elevato aumento/emersione di occupati. Dal 2001 al 2003 l'Italia ha sofferto della recessione mondiale dovuta allo sgonfiamento della bolla 1996-2000, complicato dalla crisi di fiducia a causa dei conflitti e scandali finanziari di quegli anni. Poi è riuscita ad agganciare solo in ritardo il boom globale ri-esploso nel 2004, ancora in atto e previsto durare fino al 2008, per una molteplicità di fattori quali il perdurare della crisi in Germania, il valore di cambio decompetitivo dell'euro, la ripresa non ancora consolidata di grandi imprese, ecc. Alla fine del 2005, anche per il riavvio della locomotiva tedesca, l'Italia riuscì a farsi trainare dalla crescita esterna e tale impulso ha portato la disoccupazione da poco sopra il 7% alla metà del 2006 al 6,2% detto sopra, minimo storico dal 1992. Ma l'effetto crescita - aumento della domanda di lavoro - ha solo accelerato la tendenza e non l’ha creata. La causa del passaggio da una disoccupazione attorno al 9% ad una proiettata a scendere verso il 5 in pochi anni è stato chiaramente un cambio delle regole nel mercato del lavoro che ha favorito le assunzioni e le emersioni.
Chi ha dubbi osservi l'andamento comparato dell'occupazione in Italia e negli altri Paesi europei e troverà che la differenza della nostra migliore prestazione può essere solo dovuta ai fattori di modello interno modificati in senso virtuoso dal governo Berlusconi. Proprio quelli, in particolare la legge Biagi, che l'estrema sinistra preme per abolire con l'argomento che questa crei precariato. No, ci sono le prove che ha generato, insieme ad altre misure incentivanti, occupazione vera. Che ha favorito sia il passaggio dal lavoro nero a quello in chiaro - cosa che poi ha aumentato il gettito fiscale portandolo a 38 miliardi più del previsto nel 2006, il tesoretto - sia nuovo lavoro in assoluto. In sintesi, la flessibilità, unita alla politica di incentivi più che di repressione, ha reso l'Italia il Paese europeo con minore disoccupazione. C'è molto ancora da fare per dare più opportunità lavorative ai giovani, alle donne e nel Sud, ma quello che è stato fatto è sulla linea giusta. L'evidenza è tale da sperare che il governo resista alla tentazione di abolire la Biagi per mantenere il sostegno dell'estrema sinistra. Ma siccome non mi fido, a Prodi e cinici compagni va dato un messaggio dissuasivo: la disoccupazione è scesa non per merito vostro, ma certamente sarà colpa vostra se riprenderà a salire.
Carlo Pelanda
www.carlopelanda.com