Più prestiti con erogazioni «pesanti»

Al 30 giugno 2007, secondo la 23ª edizione dell’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia, la dinamica dei finanziamenti alle famiglie, pur mantenendosi su livelli ancora elevati, ha evidenziato la prosecuzione di un trend di rallentamento della crescita. Tale tendenza è ascrivibile alla fisiologica decelerazione dopo l’intensa crescita del 2006, al graduale indebolimento del mercato immobiliare e all’aumento dei tassi di interesse.
A livello prospettico, almeno in questa fase, la dinamica del mercato italiano dei finanziamenti alle famiglie non pare influenzata direttamente dalle turbolenze generate sui mercati monetari dalla crisi dei mutui subprime negli Usa. Il graduale rallentamento della crescita, fenomeno peraltro comune nell’area Euro, è sembrato piuttosto essere il riflesso di tendenze già in atto prima della crisi. Gli effetti più immediati della crisi subprime sono invece evidenti nell’aumento del costo del funding, che si sta trasferendo in parte sul tasso dei prestiti, e per questa via potrebbe rafforzare il rallentamento dei finanziamenti alle famiglie. Il mercato dei mutui ha comunque potuto beneficiare di un ampliamento dell’offerta sia in termini di caratteristiche finanziarie dei prodotti - in primis l’ampliamento del «Loan to value ratio» e allungamento delle scadenze contrattuali - sia in termini di target di clientela. Relativamente alla ripartizione dei flussi erogati per fasce di importo, nel primo semestre 2007 è sembrato consolidarsi il trend rilevato negli ultimi anni verso erogazioni di importo più elevato, con concentrazione dei flussi finanziati (52%) nella fascia tra 100 e 200mila euro. È inoltre da rilevare che sono drasticamente mutate le preferenze degli italiani rispetto al tipo di tasso di interesse applicato nei contratti di mutuo. Si è registrata una decisa inversione di tendenza rispetto alla tradizionale prevalenza del tasso variabile, con una quota superiore alla metà delle nuove erogazioni di mutui stipulati a tasso fisso, contro il 18% dello stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente si è assistito, spiega l’indagine, a un ridimensionamento della quota dei mutui a tasso variabile, passati a rappresentare il 42% dei flussi erogati contro il 66% di giugno 2006, e a una riduzione della percentuale dei mutui a tasso misto (possibilità di passare da un tasso fisso a uno variabile o viceversa, a determinate scadenze), che si attesta al 7% del totale flussi erogati, più che dimezzata rispetto allo stesso periodo del 2006.