Il più pulito ha il collegio

Decidiamolo una volta per sempre, onorevole D’Alema: chi non può essere candidato alle elezioni? Gli indagati? Gli indagati che lo siano anche per reato connesso? Quelli che lo siano per certi reati e non per altri? I rinviati a giudizio? I condannati? E a quale grado? Persino i prescritti, come dice Gian Carlo Caselli? Il candidato del Polo Totò Cuffaro, dunque, non dovrebbe essere candidato perché sotto inchiesta per mafia? Il proconsole dalemiano Carmine Pietrangelo, dunque, già accusato di concorso in corruzione e in abuso in ufficio, invece sì? E del prescritto Massimo D’Alema, che nel 1985 incassò venti milioni dal re delle cliniche baresi, reato appunto prescritto, che facciamo? E di Enzo Carra della Margherita, che ha preso un anno e quattro mesi per false dichiarazioni sulla tangente Enimont, che facciamo? Poi c’è Augusto Rollandin, senatore dell’Union Valdôtaine e poi dei Democratici di sinistra: sedici mesi di reclusione e due milioni di multa per abuso d’ufficio. In linea di massima ci sarebbe anche il collega Vincenzo Visco: nel 2001 è stato condannato in Cassazione per abusivismo edilizio in relazione al suo dammuso di Pantelleria. Stiamo parlando di esponenti di sinistra, on. D’Alema: poi certo, ci sono tante analoghe situazioni anche a destra. Ma che facciamo? Chi decide, onorevole D’Alema? No, perché vede, par di capire che a decidere sia Lei.