«Più punti e meno elogi»

I complimenti del collega bianconero Ranieri, la terza doppietta stagionale di Goran Pandev, una prova di carattere dopo la batosta di Madrid e la fine dell’esperienza europea. Delio Rossi cerca di guardare i lati positivi della serata con la Juventus, ma la realtà è un’altra sconfitta, la settima in questo campionato su sedici partite. E una zona retrocessione vicina, solo tre punti. «Preferirei avere meno complimenti e più punti...», l’amara constatazione del tecnico della Lazio, comunque soddisfatto della prestazione della squadra.
«Ai ragazzi non posso rimproverare nulla, mi aspettavo un segnale e una gara di grande ardore dopo l’eliminazione dalla Coppa e così è stato - ha detto Rossi al termine di Lazio-Juve -. Voglio ringraziare i miei giocatori perché ci hanno messo tutto, orgoglio e carattere, purtroppo ci è andata male. Per eccesso di foga ci siamo scoperti troppo. Il vento non è a nostro favore, in questo momento, anche se non entro nello specifico di alcuni episodi (contrasti forse fallosi in area juventina non rilevati dall’arbitro, ndr). Certo, in difesa ci sono stati degli errori, ma è anche vero che ci ha detto male. Loro sono stati sicuramente più fortunati e più cinici di noi. Ma ribadisco che ho visto una squadra vogliosa e in salute che se l’è giocata. E questo mi dà fiducia per il futuro. Da qui si deve ripartire, questo, insomma, è lo spirito giusto, quello che serve per rimettere le cose a posto».
Il bicchiere mezzo pieno è anche nelle prodezze di Pandev: sesto gol nelle ultime sette partite tra campionato e Champions League, settima rete in campionato sulle 17 segnate in tutto dalla Lazio, cinque le realizzazioni europee, quarto gol di fila nelle ultime tre partite ufficiali. Il macedone continua a dare il suo contributo, ma ancora una volta la sua doppietta non è stata decisiva: all’Olimpico le ha segnate sia al Real a ottobre che alla Juve sabato sera e in entrambi i casi la vittoria non è arrivata. Troppo forte la delusione, anche per quel cartellino giallo che gli farà saltare l’ultima partita del 2007 a Palermo, tanto che l’attaccante ha preferito andar via dallo stadio senza parlare.
Domenica di meritato riposo per il gruppo dopo il tour de force di tre partite in sette giorni. Oggi si torna a Formello, c’è da preparare l’esordio in Coppa Italia di mercoledì con il Napoli ma prima Rossi parlerà alla squadra analizzando luci e ombre della serata con la Juve. Mudingayi ha avuto una ricaduta sulla cresta iliaca, già contusa a Madrid, e ha di nuovo dolore, ma non è stato necessario sottoporre il giocatore ad altri accertamenti. Per lui solo riposo e cure fisioterapiche. Il tecnico, comunque, farà giocare contro i partenopei chi ha avuto meno spazio: tornerà in porta Muslera, maglia da titolare anche per Meghni, Stendardo e probabilmente Manfredini e Makinwa.