Più regole per chi s’ammala oltreconfine

In vacanza, in Italia o all'estero, il lavoratore che si ammala durante le ferie ha lo stesso obbligo di inviare l'apposita documentazione al datore di lavoro. Tuttavia se si ammala in uno stato straniero, il dipendente deve mandare una copia dei documenti di malattia anche alla rappresentanza diplomatica italiana del luogo dove si è ammalato. Lo sottolinea la Cassazione che avverte: siccome non vi è una norma specifica che disciplina «l'assenza per malattia verificatasi all'estero», occorre comportarsi con gli usuali principi di «correttezza e buona fede» e inviare in ufficio, anche tramite fax, un certificato che attesti la malattia e l'indirizzo al quale il dipendente infortunato è reperibile. Tutte le carte, però, devono essere perfettamente leggibili e scritte a chiare lettere. Non importa, invece, che la documentazione - se scritta in «lingue neolatine» o in inglese - sia tradotta e fornita di dichiarazione giurata. Ad avviso della Suprema corte «l'attuale sviluppo culturale» rende superflue le traduzioni giurate delle lingue più conosciute. Dopo averE enunciato questi principi di comportamento, la Cassazione ha quindi confermato il licenziamento per «assenza ingiustificata» inflitto a un dipendente che aveva spedito all’azienda un fax dal Brasile in cui si leggeva solo l’intestazione di un ospedale. Al suo ritorno non aveva poi fornito ulteriori documentazioni ed era stato messo alla porta.

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