Più ricavi per Indesit (+ 3,9%) Ok tedesco alla Recordati

Cdb, tornano i profitti. Crescono utili (più 24%) e soci della Popolare di Sondrio

da Milano

Finanza, elettrodomestici e tecnologia: è ancora tempo di trimestrali in Piazza Affari che ha visto ieri materializzarsi i conti di Indesit, Banca Popolare Sondrio, Cdb Webtech, Mittel e Recordati.
La «ristrutturazione» frena Indesit. Scende a 7 milioni (meno 11,9%) l’utile netto di Indesit nel secondo trimestre dell’anno per effetto dei maggiori costi di ristrutturazione pari a 11 milioni. Migliorano, invece, il fatturato (più 3,9% a 768 milioni) e il margine operativo lordo che si è attestato a 62,8 milioni (61,4 milioni un anno prima). Nel primo semestre Indesit ha registrato un utile netto di 19 milioni (+0,5%).
Recordati, nuovo farmaco. Utile netto in crescita dell’11,3% a 37,4 milioni, con ricavi netti consolidati in aumento del 6,4% a 311,1 milioni nel primo semestre per Recordati. Positiva per 46,5 milioni anche la posizione finanziaria netta del gruppo che ha ottenuto dall’autorità del farmaco tedesca il decreto di registrazione in Germania per la nuova specialità Zanitek.
Mittel rivede l’utile. Mittel ha riportato nel trimestre un utile di 7 milioni, contro una perdita di 300mila euro dello stesso periodo di un anno fa. Nei primi nove mesi dell’esercizio 2005-2006 l’utile netto è stato di 34,6 milioni.
Migliora Cdb Web Tech. Si è chiuso con un utile consolidato di 11,8 milioni (18,9 milioni la perdita dello scorso anno) il secondo trimestre del 2006 per Cdb Web Tech. Nei primi sei mesi, l’utile consolidato è invece risultato pari a 16,9 milioni di euro, contro una perdita di 30,5 milioni nella prima metà del 2005. La posizione finanziaria netta (32,7 milioni) è in calo di 5,8 milioni a causa di alcuni investimenti in venture capital effettuati.
Più profitti per Banca Popolare Sondrio (+24,4%). A fine giugno cresce del 24,4% a 49 milioni l’utile di Popolare di Sondrio a fronte di una raccolta salita a 28,5 miliardi (più 12%). Un andamento che l’istituto presieduto da Piero Melazzini (227 filiali e 135.738 soci) conta di replicare nella seconda parte dell’anno.