Più sbarre per tutti

Chi invoca la certezza della pena finge di non capire che l’indulto è necessario proprio perché la certezza della pena possa essere garantita: la certezza di una pena, ossia, da scontarsi umanamente secondo l’articolo 27 della Costituzione. Non siamo lo Zambia e non siamo neppure Di Pietro: le carceri italiane sono dei carnai e una classe politica decente ha il dovere di occuparsene, anche perché l’indulto non cancella la pena e riguarda solo reati minori. Chiaro che è una pezza, un differimento del problema: stanno costruendo nuove carceri e presto il governo raccoglierà frutti seminati in precedenza, resta che l’indulto è necessario e che non se ne facevano da 16 anni. Non lasciate che a giudicare questa classe politica sia uno come Di Pietro, uno che per coltivare il suo orticello forcaiolo va raccontando che vogliano soltanto liberare Previti (che è già a casa) o ancora vogliano liberare altri furbetti che devono ancora essere giudicati (è la comica versione di Marco Travaglio) e non fatevi fuorviare, insomma, da chi straparla di sbarre perché non ha altre maniere per essere riconoscibile. I signori della sinistra accettino tuttavia un consiglio: piano col dire che verranno liberati «solo» i violatori della Bossi-Fini, gli smerciatori di sigarette e dvd piratati, i piccoli spacciatori e truffatori, insomma la piccola criminalità: perché ciò non toglie, parola di garantista, che costoro la galera la meritassero.