«Più severità nei tagli ai ministeri»

da Roma

Piuttosto che fare una manovra correttiva, e magari imporre nuove tasse, bisognerebbe applicare severamente i tagli alle spese dei ministeri. L’appello affinché si utilizzino al meglio le misure previste dalla finanziaria 2006 firmata da Giulio Tremonti arriva dai commercianti. Le due principali associazioni, al pari dei sindacati, hanno chiesto al governo un incontro urgente per discutere degli scenari che la manovra correttiva apre. E suggeriscono di puntare sul taglio del 10 per cento confermato da questo governo. «I dati della due-diligence sullo stato di salute della finanza pubblica confermano la necessità di scelte urgenti per migliorare l’andamento dei conti dello Stato, ma anche per rilanciare la crescita e lo sviluppo», ha commentato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. «Credo, dunque - ha aggiunto - che sarebbe bene arrivare al più presto ad un confronto tra Governo e parti sociali. La via maestra per il miglioramento del deficit resta quella del contenimento della spesa, piuttosto che quella del ricorso a nuove tasse».
Ancora più netto il presidente di Confesercenti Marco Venturi. «Noi - spiega - pensiamo che ci siano dei margini significativi per poter arrivare alla Finanziaria senza varare prima una manovra bis. Cioè più rigore nella spesa pubblica, cercando margini nella spesa corrente che puo essere razionalizzata, recuperando dal taglio degli sprechi nella pubblica amministrazione. Capisco la necessità di stringere i tempi, ma si può iniziare ad applicare la riduzione del 10 per cento della spesa corrente, poi convocare le parti sociali e puntare direttamente sulla prossima Finanziaria».