La più soffice delle battaglie torna in scena nella capitale

Libera dallo stress e non fa male. È questo il bello di prendersi a cuscinate. A dirlo sono i fan del «Pillow fight», evento che ha contagiato le piazze di mezzo mondo e che nella Capitale giunge oggi alla sua terza edizione. Appuntamento alle 17.45 in piazza Santa Maria in Trastevere. Prima regola, arrivare puntuali: le battaglie iniziano in perfetto orario e non durano più di un quarto d’ora. Per partecipare è sufficiente presentarsi muniti di cuscino e possibilmente con una busta di plastica appresso, utile quando bisogna fare piazza pulita delle piume d’oca rimaste sul campo di battaglia. Il vantaggio dell’evento è che non ha bisogno di organizzatori visto che si genera da sé: nelle ultime settimane si è scatenato il tam-tam sul web per pubblicizzare l’iniziativa. In fondo, nel manuale del bravo pillowfighter è specificato che bisogna spargere la voce. Altrettanto indispensabile un po’ di buon senso. No ai cuscini contundenti, vietato infierire su chi vuol essere lasciato in pace. I veterani consigliano poi di non indossare orecchini, grossi orologi o scarpe chiodate. E niente caschi, pena l’immediata esclusione. Sul blog del «roman pillow fight» si ricorda infine che la battaglia è concentrica. Più uno sta nel mezzo e più se la va a cercare. Forse così però è anche più divertente. Nato a San Francisco come rimedio alternativo contro lo stress e divenuto negli States uno sport vero e proprio regolamentato dalla «Pillow fight league», l’appuntamento coinvolge persone dai 16 ai 30 anni. Uomini, per la maggior parte. Ma generalmente sono le donne che resistono più a lungo. I partecipanti daranno vita a un atto liberatorio collettivo, euforico e allegro, sotto gli occhi delle forze dell’ordine che assisteranno appostate da un lato. Dopotutto, seppure di cuscini, è pur sempre una guerra. Anche se a dirla tutta per molti la battaglia è un pretesto. Come per Antonio, che ammette di non aver mai nutrito una particolare passione per le lotte di cuscini e sottovoce confida che a spingerlo ad andare è più che altro l’opportunità d’incontrare qualche bella ragazza. Ma va bene lo stesso.