Più soldi alle famiglie. Berlusconi: siamo i primi

Arriva il dl anticrisi: il <strong><a href="/a.pic1?ID=309787">Tremonti-bond</a></strong> darà &quot;ossigeno&quot; al credito, <strong><a href="/a.pic1?ID=309788">i tassi non supereranno il 4%</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=309790">imposte più leggere</a></strong> per piccole aziende. Il premier: &quot;L’opposizione ci dia
una mano nell’interesse di tutti&quot;. Il ministro dell'Economia: <strong><a href="/a.pic1?ID=309779">&quot;Meno tasse e più investimenti senza pesare sui conti&quot;</a></strong>

Roma - Prima elenca i provvedimenti contenuti nel pacchetto anti-crisi, poi invita l’opposizione a lavorare «insieme» e «dare una mano» guardando «all’interesse di tutti». Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri vara le misure a favore di famiglie e imprese (tra cui il bonus straordinario fino a mille euro e gli interventi per calmierare i mutui a tasso variabile), Silvio Berlusconi lancia anche un appello al centrosinistra e alle parti sociali («voglio fare un invito») affinché abbiano tutti come «stella polare» l’interesse generale. D’altra parte, aggiunge, «le prossime elezioni saranno fra quattro anni e mezzo» e dunque «invito l’opposizione a cessare la campagna elettorale».
Parole, quelle del premier, che arrivano al termine di una conferenza stampa fiume di Giulio Tremonti, aperta e chiusa a Palazzo Chigi dal Cavaliere che nel frattempo si assenta per quasi un’ora («vado via così dimostro che non sono un dittatore come dicono...», scherza lasciando la parola al ministro dell’Economia).

Ed è proprio al suo ritorno che butta lì l’invito all’opposizione, seguito però dal «no» dell’Italia dei Valori e da un forte scetticismo da parte del Pd perché, spiega Pierluigi Bersani, è «curioso che Berlusconi ci chieda collaborazione a giochi fatti». Nonostante le critiche, però, il premier preferisce non ingaggiare polemiche e quando nel primo pomeriggio i cronisti lo intercettano per le vie del centro di Roma, si limita a chiosare le proteste dell’opposizione al pacchetto anti-crisi con una battuta in francese: «Comme d’habitude...» (come d’abitudine). E anche su Guglielmo Epifani che conferma lo sciopero generale preferisce una certa prudenza e ai giornalisti che gli chiedono un commento sulla linea della Cgil si limita a rispondere allargando le braccia.

Ma quel che più sta a cuore al Cavaliere è il pacchetto approvato dal Consiglio dei ministri, «provvedimenti che hanno raccolto l’approvazione della gran parte dei sindacati». E che «sono passati in dieci minuti perché il lavoro fatto» nei giorni scorsi «era stato importante e in profondità». Per questo il premier ringrazia Tremonti e i singoli ministri che «hanno dato prova di grande disponibilità». Grazie anche «alle forze dell’ordine e alle forze armate per i compiti che svolgono in Campania, per loro inusuali».

«Vorrei poi ricordare - aggiunge Berlusconi - che siamo il primo governo in Europa che ha varato provvedimenti a sostegno delle famiglie, delle imprese e dell’economia». Nel complesso, spiega, il pacchetto muoverà «80 miliardi di investimenti» che «verranno dalla cassa pubblica». E «nella riunione del Cipe prevista la prossima settimana verranno stanziati 16,6 miliardi» per far fronte al «deficit infrastrutturale che abbiamo nei confronti degli altri Paesi europei». L’Italia, aggiunge poi il presidente del Consiglio, «non intende» invece «usufruire dell’allentamento dei parametri di Maastricht» e manterrà «il target di un rapporto debito/Pil del 100% entro il 2011». Insomma, nonostante «il governo si sia trovato a gestire una pesante eredità abbiamo mantenuto le promesse elettorali».
Poi, la consueta iniezione di ottimismo che da qualche settimana Berlusconi ribadisce in ogni occasione pubblica. «Il ceto medio - dice - può mantenere le stesse abitudini di vita. L’estensione temporale della crisi economica dipende da tutti noi, dalla nostra capacità di fiducia e di guardare al futuro con speranza». D’altra parte, con l’arrivo della bufera finanziaria «si è temuto per le banche e quindi anche che i risparmiatori potessero perdere i loro soldi». E ancora: «Si temeva una mancanza di liquidità per le imprese, ma questo non è avvenuto e Unicredit ha addirittura aumentato il proprio monte prestiti a disposizione delle imprese di cinque miliardi».

Merito, insiste il Cavaliere, anche del governo che «di fronte a questa crisi è intervenuto a favore delle imprese e delle famiglie, soprattutto quelle più bisognose». Oggi - conclude dopo aver assicurato che il disegno di legge sulle intercettazioni che «è all’attenzione del Parlamento» sarà migliorato - «le imprese sono nelle condizioni di poter lavorare» e «cittadini e consumatori sono nella possibilità di non cambiare stili di vita e abitudini».