«Più sono magra, più sento Dio»

«Suoniamo un poco insieme. Parliamo, vi prego, almeno fra noi, membri dell'orchestra famiglia, parliamo di più, senza corazze, a costo di sentirci nudi e fragili, prima che sia troppo tardi. Parliamo e denudiamoci dell'ego…
Vorrei essere luce, essenza. Spavento il mio prossimo, suscito dolore, pena, pietà, rabbia, noia… A volte spavento anche me. Il mio corpo silenziosamente chiede aiuto. Non guardatemi, vedetemi. Io non vedo nessuno ormai, ma più sono magra e indebolita più vedo Dio. Estasi.
Camminando per i vicoli o verso il mare, a volte mi sentivo troppo sola, strana, raminga…e sull'orlo della follia. Solo Dino (Campana, NdA) giungeva a darmi una mano e mi camminava accanto: arrivai a cantarlo… Chi è strano come me spesso lo è per difesa o, per difesa, diventa strano, talora violento o, se c'è in lui un germe di follia, il mondo attorno pare fare di tutto affinché questo germe esploda. Dino folle, Dino amico, unico, mio, Dino cantore della mia città, Dino-io, Dino bestia selvatica, Dino grandissimo poeta… »