«Più spazio alle donne nella Chiesa»

Ratzinger esclude il sacerdozio femminile ma ora ci sarà più possibilità di affidare incarichi nelle diocesi anche a laiche

Andrea Tornielli

da Roma

Benedetto XVI è disposto a una «riflessione» per valorizzare meglio il «genio femminile» nella Chiesa ma non intende discutere la possibilità di concedere il sacerdozio alle donne, peraltro già definitivamente esclusa dal suo predecessore.
Ieri mattina, Papa Ratzinger ha incontrato a porte chiuse, nell’aula delle Benedizioni, il clero di Roma, la sua diocesi. Era già accaduto poche settimane dopo l’elezione e anche questa volta il Pontefice ha risposto a braccio alle domande che i parroci gli hanno rivolto, in tutto una quindicina. Sollecitato da don Marco Valentini, viceparroco di San Girolamo al Corviale, che gli chiedeva un approfondimento sul ruolo del «genio femminile» nella Chiesa accennando alla necessità di dare un riconoscimento anche istituzionale e non solo carismatico alle donne, ad esempio consultandole prima di prendere talune decisioni, Benedetto XVI non ha detto di no alla proposta. Il testo della risposta di Ratzinger sarà reso noto soltanto oggi, nella trascrizione del dialogo che sarà pubblicata dall’«Osservatore Romano». Il contenuto che qui riportiamo è stato «ricostruito» grazie alle testimonianze dei presenti.
Il Papa ha innanzitutto precisato che «riconoscimento istituzionale» non può significare l’accesso all’ordine sacro. Nel maggio 1994, infatti, Giovanni Paolo II, avvalendosi dell’aiuto della Congregazione per la dottrina della fede presieduta dall’allora cardinale Ratzinger, aveva pubblicato la lettera apostolica «Ordinatio sacerdotalis» che escludeva la possibilità di ordinare le donne-prete: «Dichiaro – aveva scritto Papa Wojtyla – che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa». Ma la valorizzazione, anche istituzionale, della donna, non deve passare per forza attraverso gli ordini sacri. Benedetto XVI, nella risposta al sacerdote romano, avrebbe detto che «nuovi spazi e ruoli potranno aprirsi alle donne nella Chiesa». Il Papa ha quindi ricordato che nel canone romano della messa sono nominate sette donne sante mentre i preti sono definiti «peccatori»; e ha poi citato i tanti esempi di donne che hanno contribuito in modo straordinario alla vita della Chiesa, come Santa Caterina da Siena, Santa Brigida, Santa Ildegarda o la beata Madre Teresa di Calcutta.
Rispondendo a un’altra domanda, il Pontefice ha ringraziato le mamme che fanno catechismo, in primo luogo per aver generato una vita e ringraziandole per l’affetto con cui esse seguono i loro figli e tutti i bambini ai quali trasmettono la fede cristiana.
Tra gli altri temi toccati nel corso del lungo e spontaneo incontro, quello della vocazione religiosa e del dono della propria vita come realizzazione di sé. «Un mondo vuoto di Dio, che ha dimenticato Dio – ha detto Ratzinger – perde il senso della vita e cade in una cultura della morte». Un pericolo, ha aggiunto, già indicato da Wojtyla nell’enciclica «Evangelium vitae». Ai parroci che gli parlavano dei problemi della famiglia, il Papa ha detto che la Chiesa deve cercare di aiutare la «cellula fondamentale di ogni società sana».