Più sportelli per le tasse arretrate

Saranno aperti 18 punti di riscossione in via D’Annunzio. L’assessore Liccardo: «Irresponsabili i difensori civici»

Fabrizio Graffione

Aumento degli sportelli in via D’Annunzio (passeranno dai 12 attuali a 18), avvio di un confronto costruttivo con le associazioni dei consumatori, nuovi punti di informazione nelle varie circoscrizioni dove, però, non verranno aperte strutture per il pagamento delle tasse arretrate: sono queste le principali conseguenze degli incontri di ieri fra gli organismi di tutela dei consumatori, la prefettura, i rappresentanti delle istituzioni e la Gestline, la società di riscossione dei tributi comunali arretrati. Che si difende così dalle accuse di disservizio: «Le lunghe code agli sportelli che si sono formate lo scorso dicembre in via D'Annunzio sono state eventi straordinari e abbiamo provveduto, comunque, ad attuare iniziative per risolvere i disagi ai cittadini. Sul fronte delle ipoteche sugli immobili e dei fermi amministrativi sui veicoli, fermo restando che è nostro dovere applicare la legge per riscuotere i crediti degli enti impositori, siamo disponibili ad affrontare e a risolvere insieme alle associazioni dei consumatori eventuali sbagli commessi»: risponde così Marco Rossini, direttore operativo di Gestline, alle critiche dei difensori civici che alcuni giorni avevano esternato ufficialmente il disagio della popolazione genovese e lanciato l'allarme usura a fronte delle ipoteche sulle immobili a garanzia del tributo dovuto. E aggiunge: «Anche sul fronte della rateizzazione non abbiamo un atteggiamento rigido, ma le soluzioni devono essere trovate anche e soprattutto dagli enti impositori, noi siamo semplicemente agenti delegati alla riscossione dei tributi. Rifiutiamo con sdegno e ci sentiamo offesi da chi ha voluto fare apparire l'attività di Gestline come vessatoria che favorirebbe l'usura».
Rossini, invece, insieme a Giordano Propoli, responsabile della sede genovese, che conta 150 dipendenti, e al suo vice Piergiorgio Iodice, apre alle lamentele e ai casi denunciati dall'associazione dei consumatori di Furio Truzzi, dichiarandosi disponibile a rivedere eventuali errori e a cancellarli immediatamente. L'invito all'apertura verso i contribuenti è arrivato dal prefetto Giuseppe Romano che aveva convocato le istituzioni e i rappresentanti dei cittadini. «Si è deciso - spiega il prefetto - oltre a realizzare tutte quelle iniziative per evitare futuri disagi, code e tafferugli negli uffici di Gestline, di istituire un comune gruppo di lavoro fra enti impositori, Gestline, associazioni dei consumatori, per trovare idonee soluzioni. Il primo incontro venerdì prossimo. Ne seguiranno altri tre. In particolare per quei casi in cui gravano ipoteche sulla casa e di cui sono protagonisti le fasce deboli della popolazione. Su quanto è accaduto a Genova, tuttavia, ho preparato un dossier che sarà inviato al ministero dell'Economia. Sono d'accordo con i difensori civici per l'interessamento al problema e ai disagi dei genovesi, anche se il discorso usura mi sembra molto forte e non vedo immediati pericoli. In sostanza, occorre pensare a percorsi differenti per le informazioni, i pagamenti e le rateizzazioni».
Durissimo invece il giudizio dell’assessore al Bilancio Luigi Liccardo che spara a zero sui difensori civici: «Anche se rispetto chi ha una storia politica alle spalle, devo affermare che l'atteggiamento dei difensori civici è irresponsabile. Il Comune potrebbe anche pensare a sospendere l'iter burocratico delle ipoteche sulla prima casa, ma soltanto per quei casi di situazioni economiche disagiate e valutate attentamente dai nostri uffici. Gestline non ci ha danneggiato, ma ha applicato la legge». L'associazione dei consumatori, infine, porta a casa promesse ufficiali e un gruppo di lavoro, accetta la tregua, ma non rinuncia alle battaglie. «Si è aperto uno spiraglio. Ora vedremo se verranno davvero realizzati i buoni intenti».