«Più valore alla cultura»

Una mostra d'altri tempi, in grado di evocare il passato glorioso della città di Genova attraverso la sua ricchezza. Storia di Genova (1138-1814). La collezione numismatica di Banca Carige, visitabile fino al 19 marzo nello splendido Palazzo Giureconsulti, che si affaccia sulla centralissima piazza Duomo a Milano. Giovanni Berneschi, presidente Banca Carige, racconta come nasce una mostra che in pochi giorni è già diventata un vero e proprio successo.
«La mostra - afferma il presidente Carige - sta suscitando un forte interesse, non solo da parte dei collezionisti e dei numismatici, ma anche dei turisti e dei milanesi che restano affascinati dalla storia raccontata dalle monete genovesi. I visitatori, secondo un sondaggio, hanno apprezzato la politica culturale di Carige, che promuove gli eventi volti a valorizzare la storia e l'arte di Genova. Proprio per questa ragione abbiamo deciso di trasferire la nostra collezione a Milano, in collaborazione con la Banca Cesare Ponti, la banca milanese specializzata in private banking, entrata nel nostro Gruppo da più di un anno.

Come nasce la collezione numismatica e quale storia racconta?

«Negli anni '70 abbiamo acquisito la collezione Gavazzi. Ogni moneta, delle 1400 della collezione, racconta una parte della storia della ex Repubblica marinara».

Quali sono le monete che si possono ammirare?

«Per la maggior parte si tratta di monete coniate dalla Zecca di Genova, dal 1138, quando l'Imperatore Corrado III diede diritto alla città di battere moneta, sino al 1814, anno che segnò l'annessione al Regno di Sardegna e il passaggio della zecca ai Savoia».

Domina nelle monete l'immagine del castello e quella della Madonna. Qual è il loro significato?

«All'inizio il simbolo è il castello o una porta: dal nome latino di Genova, Ianua che significa appunto porta. Dal 1637 compare la Madonna, diventata regina e protettrice di Genova».

Qual è lo stato di conservazione delle monete antiche?

«I pezzi sono in buono stato di conservazione, di splendida qualità, d'oro, d'argento, di rame e mistura di rame e argento».

Vi sono nella collezione pezzi particolarmente rari e preziosi?

«Ci sono molte monete di grande interesse storico e artistico come ad esempio il Genovino di Paolo Campofregoso del 1488, la prima moneta d'oro di Genova, che pesa di 3,6 grammi o le venticinque doppie del 1636 del peso 170 grammi d'oro».

Qual è la moneta che personalmente lei preferisce?

«Il tallero per il Levante d'argento del 1677. Da una parte c'è la croce di San Giorgio, lo stemma di Genova, e dall'altra una scritta in arabo: una moneta che documenta gli intensi rapporti commerciali con il mondo musulmano».

Dopo Milano la nostra sarà visibile in altre città?

«Trasferiremo la collezione a Roma in occasione dell'inaugurazione della sede romana della Carige in via Bissolati, in pieno centro, vicino a via Veneto».

Perché Carige è così attiva in ambito culturale?

«Abbiamo collezioni importanti di monete, di dipinti, ceramiche, arazzi, maioliche e sculture. Offrire a tutti la possibilità di ammirarle è un nostro piacere e un dovere. Sono tantissimi gli estimatori del nostro Van Dyck, piuttosto che del Veronese, del Guercino o degli artisti del barocco genovese. Gli stessi musei internazionali, dall'Hermitage alla National Gallery, sono interessati alle nostre opere. Ogni anno poi per far conoscere i tesori della Lanterna apriamo al pubblico per una settimana la nostra sede, dove sono permanentemente esposti i capolavori. La città risponde sempre con grande entusiasmo così come i turisti che hanno possibilità di visitare oltre ai musei e alle chiese anche la sede di una banca».