Piacciono e soffrono le donne in crisi di Cristina Comencini

Al Manzoni di Milano humour e malinconia in «Due partite», storia elegante con le brave Isabella Ferrari, Marina Massironi, Margherita Buy

Dopo la disamina dello status familiare nella Bestia nel cuore, la coraggiosa Cristina Comencini affronta con uno humour pacato e dolente l'analisi della condizione femminile. In uno spaccato esistenziale, in bilico tra ieri e oggi, la prima pièce dell'autrice cinematografica di successo divarica in due tempi significativamente intitolati Due partite l'alienazione della donna nell'Italia degli anni Sessanta e nell'Italietta in frenetica corsa d'aggiornamento che impera oggi nell'era del consumismo.
Ma per dirla con Dacia Maraini che già indicò nell'Età del malessere lo sconcerto delle conquiste femminili alle soglie di un femminismo più apparente che sostanziale, le quattro signore borghesi che ogni giovedì giocavano a canasta come le loro quattro figliole che ritroviamo oggi alle soglie della maturità appagate nella professione ma confinate nel deserto della solitudine lanciano allora ed ora un tristissimo grido d'allarme disatteso dalla società postmoderna.
E mentre Loleh Bellon, nella sua pièce anch'essa intitolata Le signore del giovedì, si limitava a sottolineare in un patetico ritratto di gruppo l'inamovibile ruolo delle protagoniste, costrette a scambiarsi le inutili confidenze di chi ha rinunciato a qualsiasi ipotesi d'evasione, Cristina fa qualcosa di più e di meglio. Ponendo l'accento sul problema irrisolto della conciliazione tra successo professionale e armonia familiare nel mondo della donna che, alle soglie della sterilità biologica, coltiva invano la speranza di diventare madre, la Comencini fotografa un disagio esistenziale che ci auguriamo non venga ignorato dal nostro teatro. Così prodigo nell'evocare le grandi figure femminili della storia ma così avaro nel proporre quelle alternative che educhino a ricostituire un autentico concetto di coppia. Sul quale l'intimismo cechoviano della regia insiste con tenerezza confortato dalla bella prova delle protagoniste tra le quali, accanto alla grazia della Massironi e all'eleganza della Buy, spicca l’appassionata Valeria Milillo e, in una superba caratterizzazione più bitter che sweet una dotatissima Isabella Ferrari.

DUE PARTITE - di Cristina Comencini Regia dell'autrice, con Isabella Ferrari, Valeria Milillo, Marina Massironi e Margherita Buy. Milano, Teatro Manzoni, fino all'1 aprile.