Piace l’opera lirica al Priamar: spettatori in costante aumento

Lirica? No, grazie. Le dolenti note dello spartito «"Carlo Felice» gettano nello sconforto addetti ai lavori, spettatori incalliti e chi ormai al torrione di Piazza De Ferrari si era affezionato. Ma soprattutto rischiano di ledere un marchio prestigioso del «made in Italy» di qualità. «Una situazione talmente frustrante da star male solo a pensarci - Giovanni Di Stefano, direttore artistico dell'Opera Giocosa di Savona, è seriamente preoccupato per le cattive acque in cui navigano le fondazioni liriche italiane - Io credo che ora l'unica arma che abbiamo a disposizione sia quella di continuare a fare il nostro mestiere, per tenere viva una delle ricchezze più preziose della cultura del nostro paese» . Così, mentre a Genova incombe la scure - o àncora di salvezza, a seconda delle opinioni - della cassa integrazione in deroga per i lavoratori del teatro, l'Opera savonese prova a risollevar le sorti del belcanto nostrano e sciorina con orgoglio i dati finali della stagione estiva, conclusasi da poco alla Fortezza del Priamar: 4 mila e seicento presenze totali agli appuntamenti con l'opera - sempre con tutto esaurito - e con i due concerti dedicati alle «serenate estive» e all'operetta, che ha siglato un gran finale da «Principesse e champagne», con un pieno di pubblico e di entusiasmo. Registrato un incremento di spettatori, rispetto allo scorso anno, del 7,6% e del 10,5% rispetto a due anni fa; e registrata pure la ghiotta soddisfazione del Presidente Tito Gallacci, che approda sulla terraferma dopo una burrascosa traversata nell'intricato pelago di tagli ai finanziamenti, costi di allestimento e condizioni di sopravvivenza ai limiti della sopportazione. Preservando comunque la qualità, con punte d'eccezione come le regie di Stefano Monti e interpreti come Irina Dubrovskaja, protagonista eccellente dell'ultima «Traviata» in fortezza; e con un'affezione del pubblico che certo è un buon carburante per spingersi oltre. «Fare cultura si può e si deve - continua Di Stefano - questo momento di crisi non deve far perdere la fiducia e l'amore verso ciò che facciamo. Sperando naturalmente in prossimi tempi migliori».