La Piaggio nel mirino delle nuove Brigate rosse

Simone Innocenti

da Firenze

Minacce alla Piaggio per il recente accordo azienda-sindacati. Minacce che arrivano sotto la forma di un volantino, spedito l’altro giorno da Pisa e arrivato alla redazione di un quotidiano di Pontedera, che è stato firmato dalle «Brigate Rosse-P.C.C.». Minacce che arrivano nel giorno degli interrogatori dei tre presunti fiancheggiatori brigatisti arrestati dalla Digos e dopo che l’altra sera, sempre a Pisa, sono stati malmenati due attivisti di An impegnati ad attaccare manifesti per l’adesione contro il referendum.
La provincia di Pisa è scossa e torna indietro, ai cosiddetti anni di piombo. Un periodo che non sembra mai finire. Il volantino, sequestrato dai carabinieri di Pontedera, è adesso al vaglio degli investigatori dell’Antiterrorismo del Ros. Ventidue righe, scritte al computer, per prendersela con il patto sindacale. Ecco il testo: «Non possiamo più tollerare una situazione del genere all’interno dello stabilimento Piaggio di Pontedera. Da qualche anno a questa parte la situazione è divenuta insostenibile, ritmi di lavoro che solo gli animali possono sostenere, ambienti al limite dei gironi danteschi (specialmente nel periodo estivo), responsabili che si comportano come gerarchi nazisti, stipendi da fame... Tutto questo è aumentato dopo la sigla dell’accordo integrativo fra i sindacati e l’azienda, celebrato da tutti come momento di svolta, ma che prevede un aumento di lavoro (sabato) e quindi dello sfruttamento. È una vergogna che chi ci dovrebbe rappresentare abbia firmato un accordo del genere. Solo pochi rappresentanti dei lavoratori hanno capito il nostro dissenso e a loro siamo vicini e diciamo di andare avanti. Sappiamo che anche loro sono soli contro tutti, sindacati e azienda. Nessuno si deve sorprendere degli attacchi subiti, e non saranno neanche gli ultimi, da chi impersona più di altri una politica di servilismo nei confronti della Piaggio. Ma anche agli altri diciamo di stare attenti. Basta con lo sfruttamento della classe operaia! A morte i servi dei padroni!».
Se il messaggio viene ritenuto «poco attendibile» perché manca, ad esempio, la stella a cinque punte e «le Br-Pcc, quelle vere. userebbero un altro linguaggio», si sta comunque cercando di mettere in relazione questo episodio con quanto accaduto una settimana fa proprio ai sindacalisti della Piaggio.
«Questa è l’ennesima lettera che arriva ai sindacalisti metalmeccanici di Pisa. Solo 10 giorni fa ne sono arrivate tre, una per ciascun segretario provinciale di categoria, nella quale c’era scritto “Siete servi del padrone”. La sigla era quella conosciuta», dice infatti il segretario della Fiom-Cgil Domenico Contino.
Al momento, infatti, gli investigatori ritengono che il volantino e le lettere indirizzate ai sindacalisti della Piaggio possano essere state scritte dalla stessa persona. Una solita mano che magari ha vergato la scritta «Pcc» (partito comunista combattente, ndr) apparsa, sempre ieri mattina, dietro al Duomo di Pontedera.
Per il deputato di An e capogruppo alla commissione Mitrokhin, Enzo Fragalà, «il volantino firmato Br-Pcc è di una gravità estrema, soprattutto per il momento e il contesto in cui è stato inviato. Contrariamente a quanto si vuol far credere citando l’accordo azienda-sindacati, il documento rappresenta, invece, un preciso messaggio paramafioso e in codice indirizzato, da un lato, a due dei tre br arrestati lunedì, Giuliano Pinori e Adriano Ascoli, dall’altro al br Bruno Di Giovannangelo arrestato a ottobre del 2003 e al quale solo ora è tornata improvvisamente la memoria per supportare le dichiarazioni di Cinzia Banelli».