Piaggio va a regime. Forte balzo dell’utile

Marcello Zacché

da Milano

«Per Piaggio l’emergenza è finita. Per Aprilia e Moto Guzzi questa semestrale dimostra che la strada imboccata è quella giusta». L’amministratore delegato di Piaggio, Rocco Sabelli, non è raggiante solo perché non è da lui. In realtà i dati del bilancio dei primi sei mesi della Piaggio hanno superato le aspettative che Roberto Colaninno e i suoi avevano quando hanno rilevato, due anni fa, il gruppo di Pontedera. Il fatturato cresce del 7% a 814 milioni, il margine operativo lordo quasi triplica a 124 milioni, con un utile netto di 51 milioni contro il «rosso» di 40,7 del giugno 2004. Un risultato che dipende anche dall’applicazione dei nuovi principi contabili Ias, che portano in dote a Piaggio 11-12 milioni di utile in più per effetti del minore ammortamento dell’avviamento (e altrettanti arriveranno nel secondo semestre). Inoltre ci sono anche 18,9 milioni che derivano dal rimborso degli eco-incentivi. «Ma anche così - dice Sabelli - i risultati sono importanti. Il gruppo ha accelerato il turnaround e i livelli di redditività sono ormai quasi a regime». Per quanto riguarda Aprilia, che verrà incorporata in Piaggio entro fine anno, Sabelli parla di missione compiuta «per gli scooter», mentre il biennio 2006 e 2007, con «la rivoluzione della gamma moto», sarà fondamentale.
Nel generale ottimismo per l’andamento del gruppo, due sono le peculiarità che Sabelli tiene a sottolineare. La prima è il peso che i nuovi modelli hanno sui ricavi: «I tre nuovi lanci del primo semestre rappresentano il 15% del fatturato». La seconda è il polo motoristico di Pontedera che, con nuove linee per moto e scooter, è ormai pronto a decollare.