La pianista cieca Silvia Zaru: «La musica è luce per tutti»

Una cantante, compositrice, pianista e arrangiatrice non vedente: è Silvia Zaru, una giovane donna che, a soli 35 anni, vanta numerosi premi e concerti in Italia e all'estero, e a Milano è direttore artistico della stagione concertistica dell'Istituto dei ciechi. Proprio oggi Silvia si esibirà in un concerto di Pasqua con il suo pianoforte nella Sala Barozzi dell'Istituto dei ciechi (via Vivaio 7, info. 320-7080570), eseguendo alcuni brani che ama, come i pezzi di Rodgers, Gershwin o le ballate francesi di Edith Piaf. Insieme a Nicola Stilla, Presidente Regionale dell'Unione Italiana dei Ciechi, renderà omaggio a Louis Braille, l'inventore della scrittura per non-vedenti, in occasione del bicentenario della sua nascita. Solare e gioiosa, Silvia è un esempio per molti: scrive parole e basi per sé e per altri, insegna pianoforte ai ragazzini in una scuola media, continua a studiare il suo strumento in compagnia fedele di Tina, il suo cane. Nata a Milano da genitori sardi, inizia a suonare a 7 anni, l'anno dopo entra al Conservatorio Verdi di Milano, dove prende il diploma in Didattica della musica, composizione e pianoforte. Ancora oggi non si ferma di fronte agli ostacoli e la sua ultima passione è il jazz.
«La musica è una luce per tutti, per chi vede e per chi non vede... Io ho iniziato su una pianolina di mia sorella quando avevo 3 anni, i bambini nascono con la musica dentro e già da neonati cantano. Questa è la musica, per me: uno scambio di energia, una profonda intesa».
Qual è il genere che preferisce?
«Ho scritto e suonato un po' di tutto: dalla musica classica alla leggera, dai musical dei grandi film alle canzoni popolari. Il mio è un canto moderno, non lirico. In passato oltre che da sola ho suonato anche con varie formazioni. Amo comporre per altri strumenti oltre al pianoforte, ad esempio ho vinto un concorso con un'opera scritta per un quartetto di flauti, intitolato "Voci lontane", un pezzo che definisco multietnico».
Cosa proporrà questa sera al pubblico milanese?
«Sarà un programma di qualità, che piacerà anche ai "non addetti ai lavori". Il titolo è "Un americano… a Parigi" e sarà una selezione di brani che amo, in versione jazz classicheggiante. Una parte sarà dedicata a Gershwin, "l'americano" e l'altra alla passionalità fatta persona, Edith Piaf, che insieme a Ella Fitzgerald e Judy Garland, è la mia cantante preferita!».