«Pianisti» al bando Ma 57 deputati restano nel bunker

Addio «pianisti», a Montecitorio si cambia musica. Ma ci sono ancora 57 renitenti che non hanno ancora comunicato se depositeranno oppure no le proprie «minuzie», le impronte digitali necessarie per il nuovo sistema di votazione.
Debutta oggi il sistema del voto col dito fortemente voluto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Sono 544 gli onorevoli che, tra qualche mugugno, hanno accettato di dare le impronte dattiloscopiche e hanno ricevuto le nuove tessere. Diciannove invece hanno optato per il «no», e dunque continueranno a votare con il sistema precedente, anche se i loro nomi saranno resi noti. Tra i fautori del «no» il leghista Matteo Brigandì, il repubblicano Francesco Nucara e il liberale Paolo Guzzanti. Cinquantasette deputati, invece, ancora nicchiano: non hanno detto «no» ma non hanno neppure depositato le impronte. C’è comunque tempo sino alle 18 di oggi.