"Pianisti" contro le impronte 450 mila euro andati in fumo

Non si potrà più votare per i colleghi assenti. Giro di vite per i "pianisti". I deputati si faranno identificare solo volontariamente. Ma la Camera ha già pagato il sistema anti voto doppio: 450 mila euro

La Camera vuol cambiare musica, ma i deputati continuano a dar lezioni di piano. È vero, subito, era luglio, nessuno aveva alzato un dito contro il provvedimento annunciato dal presidente Gianfranco Fini per costringere ognuno a votare per sé, e non anche per i colleghi assenti. Ma adesso che il dito devono metterlo sull'inchiostro per lasciare le impronte digitali, i parlamentari alzano le barricate.

Così, càpita che Montecitorio abbia già speso 450mila euro per il sistema elettronico di riconoscimento che entrerà in funzione a febbraio, ma che il partito trasversale dei riottosi abbia fatto tanto da ottenere che l'utilizzo del nuovo rilevatore sia facoltativo. Viola la privacy, hanno detto subito prima di farselo mettere nero su bianco dall'Avvocatura. E ha avuto un bell'affannarsi ieri il vicepresidente Antonio Leone a precisare che «non faremo retromarcia».

Alla fine, le impronte le lascerà solo chi vuole. La scelta non sarà indolore, promette un risentito ufficio di presidenza: «È evidente che occorrerà garantire il diritto dei cittadini a conoscere chi abbia ritenuto di non avvalersi delle nuove modalità». Ma la pubblica gogna pare non aver spaventato granché, tanto per dire l'intero gruppo della Lega Nord il dito lo ha alzato modalità Senatùr, trovando insospettabili alleati nell'Udc.

E adesso è caos. Massimo Donadi il capogruppo Idv annuncia battaglia «dentro e fuori il Parlamento» perché «il voto doppio è un furto di democrazia, contiamo su Fini», e poi tutti a rinfacciarsi le statistiche sulle presenze, persino Rosy Bindi ha fatto outing su Donna Moderna: «Qualche volta ho votato per altri e qualche volta hanno votato per me. Ma non mi sento in colpa. Certi giorni si vota a raffica e non c'è il tempo per un caffè o esigenze fisiologiche». Ma se il problema fosse solo il diritto di andare in bagno, basterebbe imitare quel gruppo di senatori che appallottola un foglio di carta sotto il tasto per farlo scattare in automatico. Vale solo per brevi assenze, però, perché se dopo il tasto verde del sì devi pigiare il rosso del no, devi spostare il foglio.